11 agosto … – Giornata delle Clarisse – Costa d’Avorio di scena a #EXPO2015

11 agosto si festeggia oggi S.Chiara di Assisi, nata nel 1194 dalla nobile e ricca famiglia degli Offreducci, che aveva previsto per lei un ricco matrimonio. Chiara però mostrò presto un carattere indipendente, rifiutando il matrimonio scelto per lei dalla famiglia. Educata in famiglia, sente molto presto il richiamo della vocazione religiosa e rimane conquistata dall’esempio di Francesco d’Assisi.

A 18 anni, la sera della domenica delle Palme, Chiara fugge dalla sua casa in Assisi e corre alla Porziuncola, dove l’attendono Francesco e il gruppo dei suoi frati minori. Il santo le taglia i capelli e le fa indossare il saio francescano, per poi condurla al monastero benedettino di S.Paolo, a Bastia Umbra, dove il padre tenta invano di persuaderla a ritornare a casa.

Si rifugia allora nella Chiesa di San Damiano, in cui fonda l’Ordine femminile delle «povere recluse», chiamate in seguito Clarisse, di cui è nominata badessa e dove Francesco detta una prima Regola. Chiara scrive successivamente la Regola definitiva chiedendo ed ottenendo da Gregorio IX il «privilegio della povertà».

Santa Chiara, segue e collabora con Francesco, conducendo ad Assisi una vita aspra, ma ricca di opere di carità e di pietà.

L’11 agosto 1253 Chiara muore nel monastero di San Damiano, fuori dalle mura di Assisi, dove visse per 42 anni. Il monastero delle “Sorelle povere”, già negli ultimi anni dell’agonia di Chiara, era meta di un vero e proprio pellegrinaggio popolare.

Il giorno successivo alla morte, al momento dei funerali, il papa stesso, che era presente ad Assisi quei giorni con la sua corte, propose di celebrare l’ufficio delle Vergini e non piuttosto quello dei morti, mostrando in questo modo di considerare Chiara già santa.

 Per aver contemplato, in una Notte di Natale, sulle pareti della sua cella il presepe e i riti delle funzioni solenni che si svolgevano a Santa Maria degli Angeli, è scelta da Pio XII quale protettrice della televisione. 

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11 agosto una giornata dedicata alla COSTA d’AVORIO che festeggia il suo Natonal Day con musiche e canti nel Cluster del Cacao e del cioccolato datoCosta d'Avorio a #EXPO2015 che è il più grande produttore di cacao al mondo. La festa avrà inizio alle 10.00 presso il palco dell’Expo Centre con un intrattenimento culturale che introdurrà la cerimonia ufficiale con il classico alzabandiera, l’esecuzione degli inni nazionali italiano e ivoriano per dare il benvenuto alla delegazione del Paese africano. Alle 11.00 si svolgerà la parata della delegazione ivoriana lungo il Decumano, per poi raggiungere il Cluster del Cacao e Cioccolato. La parata sarà animata da artisti ivoriani appartenenti a diversi gruppi, quali DjarabikanOrentchy e Zaouli. All’arrivo, previsto per le 11.10, il gruppo Zaouli si esibirà nuovamente insieme a una performance della cantante Antoinette Konan sul palco del Cluster.

Le diverse esibizioni culturali e tradizionali della Costa d’Avorio proseguiranno per tutta la giornata, per poi chiudersi con un festoso spettacolo previsto alle 16.30 sempre al Cluster del Cacao e Cioccolato.

Il tema della partecipazione della Costa d’Avorio a #ExpoMilano2015 è “Nutrire in maniera sostenibile l’umanità a partire dal migliore Cacao della Costa d’Avorio e dagli altri prodotti agricoli“. La sostenibilità, infatti, è l’elemento chiave del Paese nella gestione dell’industria agroalimentare interna. Al Padiglione, oltre agli spettacoli e alle performance culturali, il visitatore può degustare assaggi a base di cacao e di suoi derivati.
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11 agosto 1944 con la Battaglia di Firenze la popolazione insorge contro l’occupazione tedesca è libera la città a lungo martoriata da bombardamenti aerei e coprifuoco. Dalla storia di Firenze:  

Alle ore 6.45 dell’11 agosto 1944, fragorosi nel silenzio assoluto che domina sulla città, i rintocchi della campana di Palazzo Vecchio, subito seguita da quella del Bargello, danno il segnale dell’insurrezione contro i nazifascisti. I partigiani, raccolti in Oltrarno, ricevono l’ordine di passare il fiume ed attaccare le truppe tedesche. Contemporaneamente, verso le 7.00, lasciata la sede di via Condotta, entra in Palazzo Medici Riccardi il Comitato Toscano di Liberazione Nazionale(CTLN), nucleo delle forze politiche antifasciste, mente e guida della lotta di liberazione fin dall’inizio dell’occupazione nazista a seguito dell’armistizio dell’Italia con gli Alleati del settembre 1943. Per le strade viene affisso il manifesto con cui il CTLN assume i pieni poteri e invita i concittadini a «contribuire con tutte le proprie forze alla liberazione della città, dare tutto l’aiuto morale e materiale ai nostri coraggiosi patrioti […per conquistarsi] il diritto di essere un popolo libero combattendo e cadendo per la libertà».

È l’alba lungamente attesa nella notte dell’occupazione nazifascista che aveva gravato su Firenze dal settembre ’43. Oltre alla paura per gli sviluppi del conflitto mondiale – che segna duramente la città con i bombardamenti aerei che dal 25 settembre la colpiscono più volte – con le conseguenti perdite umane e patrimoniali, e al disagio per condizioni di vita sempre più precarie, i fiorentini sperimentano il timore per la presenza tedesca, le requisizioni dei beni e delle persone, le prepotenze e le violenze dei fascisti. Questi, riorganizzatisi all’interno delle strutture della Repubblica sociale italiana (Rsi), lo Stato collaborazionista voluto dal Terzo Reich per favorire il governo della penisola e sostenere le politiche di occupazione, eccellono nella rigorosa attuazione delle direttive naziste. Basti solo citare l’attività della banda Carità, il reparto specializzato nella lotta contro gli antifascisti, noto per le torture cui sottopone le proprie vittime e la radicalità delle politiche di persecuzione antiebraica attuate dalle autorità locali della Rsi.

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