13 giugno – Giornata #Albinismo – S.Antonio

13 giugno l’ONU con una risoluzione del novembre 2014, ha decretato che è la GIORNATA MONDIALE DELL’ALBINISMO, per sottolineare la necessità di mettere in atto azioni efficaci per prevenire gli attacchi nei confronti delle persone con albinismo, una malattia rara dovuta alla scarsità o mancanza di pigmentazione.

È una patologia congenita caratterizzata da mancanza o riduzione di pigmentazione della cute, dei peli, dei capelli, dell’iride e della retina, un difetto genetico, trasmesso come carattere ereditario autosomico recessivo (o in alcuni casi, legato al sesso). Può derivare dalla mutazione di almeno 18 geni diversi, coinvolti a vario livello nella sintesi della melanina, il pigmento da cui dipende la colorazione dei tessuti sopra indicati.

Nelle zone abitate dai bianchi la vita degli albini è già molto difficile, ma nessuno parla dei problemi veri degli albini in Africa. Non vanno a scuola, si ammalano di cancro alla pelle anche prima dei trent’anni perché non c’è disponibilità di creme solari, sono oggetto di credenze e pregiudizi. In Camerun ad esempio gli albini sono ritenuti responsabili della eruzione del vulcano Epassamoto e per scongiurarne il rischio, vengono utilizzate le polveri ricavate dai loro cadaveri, considerate magiche da stregoni e guaritori appartenenti a una cultura ancora legata a cruenti riti ancestrali.

L’abinismo si può osservare sia nell’uomo che negli animali, topi, cavie, conigli ecc. che risultano caratterizzati da pelo bianco e occhi rossi. nell’uomo si presenta 1 caso su 20.000 persone.

Le persone albine hanno diritto ad una vita normale, senza essere sottoposti a maltrattamenti o addirittura torture, come purtroppo accadeva nei secoli scorsi ed ancora accade nei paesi più arretrati.

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13 giugno 1946 dopo il referendum del 2 giugno il re Umberto II di Savoia lascia l’Italia senza attendere il risultato ufficiale che verrà proclamato Umberto II, Re di Maggioil 18 giugno.
Umberto II, informato di un possibile assalto al Quirinale sostenuto dai seguaci dei ministri repubblicani, volendo evitare qualsiasi possibilità di innesco di guerra civile, cosa che era nell’aria dopo i morti di Napoli, decise di lasciare l’Italia. Il motivo per cui Umbertoà non volle attendere la seduta della Corte di cassazione fissata per il 18 giugno, prima di partire dall’Italia, non è mai stato ufficialmente chiarito.
Il 13 giugno Umberto II di Savoia dirama un proclama nel quale denuncia la presunta illegalità commessa dal governo, ed il giorno stesso parte in aeroplano da Ciampino alla volta del Portogallo. Il consiglio dei ministri, nella notte fra il 12 ed il 13 giugno, aveva trasferito le funzioni di Capo di Stato provvisorio della Repubblica Italiana ad Alcide De Gasperi senza attendere il pronunciamento definitivo della Corte di Cassazione, Umberto II contesta l’anticipo di cinque giorni (il 13, anziché il 18 giugno 1946) delll’avvento della repubblica, comunque ormai inevitabile dopo il risultato referendario già comunicato in via provvisoria dalla stessa Corte suprema.

Umbert II è stato luogotenente generale del Regno d’Italia dal 1944 al 1946 e ultimo re d’Italia, dal 9 maggio 1946 al 18 giugno dello stesso anno, data in cui fu ufficializzato il risultato del referendum istituzionale del 2 giugno e sebbene il 13 giugno il consiglio dei ministri avesse nominato Alcide de Gasperi Capo provvisorio dello Stato.

Per il breve regno (poco più di un mese), è anche detto “Re di Maggio”.

13 giugno 1231, muore a soli 31 anni S. Antonio da Padova, nato in Portogallo a Lisbona con il nome di Fernando di Buglione, una nobileSant’Antonio famiglia. Una vita dedicata alla chiesa, agli studi teologici, agli scritti religiosi, ma anche ai poveri e bisognosi, secondo la regola di S. Francesco a cui si era dedicato completamente.

Anche se Padova lo celebra e viene ricordato come S. Antonio da Padova, in realtà il santo visse solo per due periodi nella città e complessivamente meno di un anno. Sul punto di morte chiese di essere riportato in città, ma riuscì ad arrivare solo alla periferia.
S. Antonio da Padova è il patrono del Portogallo, di Padova e di moltissime città e paesi in tutta l’Italia. È inoltre patrono della Custodia di Terra Santa..

Per invocare il Santo, il suo confratello Giuliano da Spira ha scritto una preghiera da recitare per ritrovare oggetti perduti, poiché S. Antonio è ritenuto protettore di chi cerca cose smarrite: “Glorioso Sant’Antonio, tu hai esercitato il divino potere di trovare ciò che era stato perduto. Aiutami a ritrovare la Grazia di Dio, e rendimi zelante nel servizio di Dio e nel vivere le virtù. Fammi trovare ciò che ho perso, così da mostrarmi la presenza della tua bontà. (Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre)”

Buon Onomastico A N T O N I O !
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