14 giugno – Giornata Donatore di Sangue –

14 giugno oggi è la GIORNATA MONDIALE DEL DONATORE DI SANGUE, istituita nel 2004 dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

La data ricorda la nascita di Karl Landsteiner, scopritore dei gruppi sanguigni, un traguardo importante verso le trasfusioni di sangue di cui due giorni fa ho accennato.

Questa giornata è una occasione importante per fare il punto sulle donazioni di sangue nel territorio dell’Ausl della Romagna e invitare donatori abituali e nuovi a rinnovare un piccolo ma prezioso gesto di solidarietà, in particolare in un momento come l’inizio dell’estate in cui notoriamente si registra una minor disponibilità di donazione a fronte di una richiesta di sangue spesso maggiore.

Quest’anno la campagna proposta a livello mondiale ruota attorno allo slogan “Cosa sai fare? Dona il sangue. Dona adesso, dona spesso”. Le immagini scelte ritraggono quattro persone, di origini diverse (europea, mediterranea, africana ed asiatica) ritratte su uno sfondo che richiama le principali emergenze del proprio territorio. La scelta è caduta sulle necessità trasfusionali in caso di emergenza. Il sangue, infatti, è una risorsa fondamentale non solo per trattamenti programmati e interventi urgenti, ma è anche vitale per curare i feriti in caso di emergenze di ogni tipo (calamità naturali, incidenti, conflitti armati, ecc).

L’Italia è uno dei 62 paesi al mondo che impiega un sistema di raccolta di sangue completamente volontario e gratuito con l’impegno di molti volontari per raggiungere l’autosufficienza.

Non tutti però possono essere donatori di sangue, bisogna essere sani e ‘a posto’ con tutti gli esami del sangue ecc. La mia ‘carriera’ di donatrice di sangue è terminata molto presto, viste le mie analisi mi hanno gentilmente detto: “Signora, è meglio che il suo sangue lo tenga per lei!” e così non ho potuto dare il mio contributo ad un paziente che doveva essere operato e mancava proprio il sangue del mio gruppo.

 

14 giugno 1966 il Vaticano annuncia l’abolizio e dell’Indice dei libri proibiti – Index librorum prohibitorum- l’elenco di pubblicazioni proibite dalla Chiesa cattolica, creato nel 1558 da Paolo IV. Ebbe diverse versioni e fu soppresso dalla Indice libri proibitiCongregazione per la dottrina della fede il 14 giugno del 1966. Dal 1571 al 1917 il compito della compilazione del catalogo dei libri proibiti fu di competenza della Congregazione dell’Indice.

Le lotte della Chiesa contro le eresie comportarono sin dalle sue origini la proibizione di leggere o conservare opere considerate eretiche: il primo concilio di Nicea nel 325 proibì le opere di Ario, papa Anastasio I quelle di Origene, nel 405 Innocenzo I scrisse una lista di libri apocrifi, papa Leone I (440-461) proibì i testi manichei e Gelasio I nel 496 condannò i libri «pagani».

L’invenzione della stampa a caratteri mobili della metà del XV secolo moltiplicò la possibilità di diffondere opere contrarie ai dogmicattolici. La Santa Sede prese dunque provvedimenti nel tentativo di controllare quanto veniva stampato. Nel 1515 fu emanata la prima bolla pontificia sulla censura dei testi a stampa.

Papa Pio V istituì nel 1571 la “Congregazione dell’Indice”, con lo scopo di provvedere a tenere aggiornato l’indice e ad inviarlo periodicamente alle sedi locali dell’Inquisizione, da dove veniva diffuso presso i librai.

Nei suoi quattro secoli di vita, l’Indice venne aggiornato almeno venti volte (l’ultima nel 1948) e fu abolito in seguito alle riforme del Concilio Vaticano II, il 15 novembre 1966, sotto papa Paolo VI. Solo l’Opus Dei, prelatura personale della Chiesa Cattolica, mantiene in vigore una sorta di Indice sotto forma di semplice guida bibliografica.

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14 giugno 1985 viene firmato l’accordo di Schengen tra:

Regno del Belgio
Repubblica federale di Germania,
Repubblica francese,
Granducato di Lussemburgo
Regno dei Paesi Bassi,
Come dice l’accordo ‘desiderosi di rafforzare la solidarietà fra i propri popoli rimuovendo gli ostacoli alla libera circolazione attraverso le frontiere comuni tra gli stati’ sottoscrittori, a decorrere dal 15 giugno 1985, riducono i controlli alle frontiere agevolando la circolazione di persone e merci. Ai confini le autorità di polizia e di dogana effettuano di norma, nell’ambito della circolazione delle persone, una semplice sorveglianza visiva dei veicoli da turismo che attraversino la frontiera comune a velocità ridotta senza determinare l’arresto di detti veicoli. L’accordo prevede progressive liberalizzazioni dei confini reciproci fino all’eliminazione completa delle barriere.
L’Italia sottoscrive l’accordo nel 1990 ed è entrato in vigore gradualmente dal 26/10/1997 sempre nei confronti dei paesi che a mano a mano sono entrati nell’ Area Schengen.
Con la Slovenia l’accordo è entrato in vigore il 21/12/2007, da quella data niente più fermate al confine, niente controllo di passaporti o ‘propusnica’. La frontiera con l’Austria è stata aperta dal 1/1/2008 ed anche la Svizzera, pur non facendo parte dell’Unione Europea, è entrata nell’Area Schengen con decorrenza 12/12/2008.

Con tutti gli avvenimenti recenti e con il comportamento di alcuni paesi nei confronti degli immigrati penso proprio che sia da rivedere, o quanto meno aggiornare.

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