24 maggio – Giornata dei Parchi – L’esercito marciava

24 maggio oggi è la GIORNATA EUROPEA DEI PARCHI data che ricorda l’istituzione del primo Parco Europeo in Svezia nell’anno 1909. Il tema di quest’anno si occupa del cambiamento climatico che costituisce una delle minacce maggiori per i delicati equilibri naturali.

Con la giornata 2017 “Changing climate, changing parks” si intende   valorizzare e promuovere strategie ed interventi  in grado di sviluppare un’economia sostenibile basata su fonti energetiche rinnovabili. Affrontare gli effetti del cambiamento climatico, per ridurre al minimo i rischi correlati è la sfida prioritaria sulla quale dovranno lavorare i parchi insieme all’opinione pubblica nel prossimo futuro.

Sono oltre 300 gli eventi in programma in 23 nazioni. Il cartellone offre visite guidate ed escursioni ambientali, mostre e appuntamenti gastronomici. In Italia i parchi si estendono per oltre 3 milioni di ettari occupando l’11% dell’intero territorio nazionale.

“Nei parchi italiani operano quasi 250 mila imprese agricole – commenta Antonio Nicoletti, responsabile Aree protette di Legambiente – Si tratta di un capitale di straordinaria importanza su cui puntare per creare lavoro qualificato e per valorizzare i territori. Le aree protette non sono un limite per l’agricoltura, anzi hanno dimostrato di essere laboratori privilegiati per il suo sviluppo, integrato con la tutela degli ecosistemi”.

Tanti eventi in tutta Italia per scoprire questo grande patrimonio 

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24 maggio24 maggio 1915 dopo la dichiarazione di guerra del 23 maggio, le truppe italiane iniziano il combattimento. È lunedì e alle ore 4 dal forte Verena, in cima al monte omonimo, sulla linea del confine italiano con il Trentino austriaco, parte il primo colpo di cannone della guerra da parte italiana.

All’alba l’esercito varca la frontiera sul fiume Isonzo: iniziano le ostilità con l’esercito austro-ungarico.

Alle ore 4.30, dal confine italo-austriaco. sul Monte Colovrat, nel comune di Drenchia,un proiettile austriaco colpisce a morte l’alpino Riccardo Di Giusto, aveva 19 anni e mezzo, la prima vittima italiana della guerra..
Aerei austriaci lanciano bombe su Venezia e Brindisi, con danni minimi. Navi austriache bombardano, anche in questo caso senza risultati di rilievo, le città della costa adriatica: Ancona, Rimini, Pesaro, Senigallia, Porto Recanati, le Tremiti.
È solo l’inizio …

La leggenda del Piave, conosciuta anche come la canzone del Piave, è stata inno nazionale italiano dal 1943 al 1946 ed è una delle più celebri canzoni patriottiche italiane. Il brano fu scritto nel 1918 dal maestro Ermete Giovanni Gaeta noto con lo pseudonimo di E.A. Mario.
Come riconoscimento per la canzone l’autore ricevette dai comuni del Piave, da associazioni di combattenti, e da privati cittadini, molte medaglie d’oro. Nel dicembre del 1935 donò le prime cento come oro alla Patria, insieme con le fedi sua e della moglie.

La leggenda del Piave.

Clicca qui per ascoltarla!

 E.A. MarioLa leggenda del Piave

Il Piave mormorava,
calmo e placido, al passaggio
dei primi fanti, il ventiquattro maggio;
l’esercito marciava
per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera…Muti passaron quella notte i fanti:
tacere bisognava, e andare avanti!S’udiva intanto dalle amate sponde,
sommesso e lieve il tripudiar dell’onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero,
il Piave mormorò:
«Non passa lo straniero!»
Ma in una notte trista
si parlò di un fosco evento,
e il Piave udiva l’ira e lo sgomento…
Ahi, quanta gente ha vista
venir giù, lasciare il tetto,
poi che il nemico irruppe a Caporetto!Profughi ovunque! Dai lontani monti
Venivan a gremir tutti i suoi ponti!S’udiva allor, dalle violate sponde,
sommesso e triste il mormorio de l’onde:
come un singhiozzo, in quell’autunno nero,
il Piave mormorò:
«Ritorna lo straniero!»E ritornò il nemico;
per l’orgoglio e per la fame
volea sfogare tutte le sue brame…
Vedeva il piano aprico,
di lassù: voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora…«No!», disse il Piave. «No!», dissero i fanti,
«Mai più il nemico faccia un passo avanti!»Si vide il Piave rigonfiar le sponde,
e come i fanti combatteron l’onde…
Rosso di sangue del nemico altero,
il Piave comandò:
«Indietro va’, straniero!»Indietreggiò il nemico
fino a Trieste, fino a Trento…
E la vittoria sciolse le ali al vento!
Fu sacro il patto antico:
tra le schiere, furon visti
Risorgere Oberdan, Sauro, Battisti…Infranse, alfin, l’italico valore
le forche e l’armi dell’Impiccatore!Sicure l’Alpi… Libere le sponde…
E tacque il Piave: si placaron l’onde…
Sul patrio suolo, vinti i torvi Imperi,
la Pace non trovò
né oppressi, né stranieri!

 

PROCLAMA DI S. M. IL RE

24 Maggio 1915

SOLDATI DI TERRA E DI MARE!

 

L’ora solenne delle rivendicazioni nazionali è suonata.

Seguendo l’esempio del mio Grande Avo, assumo oggi il Comando Supremo delle forze di terra e di mare con sicura fede nella vittoria, che il vostro valore, la vostra abnegazione, la vostra disciplina sapranno conseguire.

Il nemico che vi accingete a combattere è agguerrito e degno di voi. Favorito dal terreno e dai sapienti apprestamenti dell’arte, egli vi opporrà tenace resistenza; ma il vostro indomito slancio saprà di certo superarlo.

 

SOLDATI!

 A voi la gloria di piantare il tricolore sui termini sacri che la natura pose ai confini della Patria nostra. A voi la gloria di compiere, finalmente, l’opera con tanto eroismo iniziata dai nostri padri.

 

Gran Quartier Generale, 24 Maggio 1915

 

VITTORIO EMANUELE

 

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