8 giugno – Giornata Mondiale OCEANI – Sacco di Aquileia

6 giugno è dedicato alla Giornata Mondiale degli Oceano – World Oceans Day WOD,  per decisione dell’Assemblea  Generale  delle   Nazioni, per sensibilizzare la comunità globale sui benefici che l’umanità ottiene dall’oceano e l’importanza di rispondere alle attuali difficili sfide per mantenere l’oceano in salute.

Le dalle Nazioni Unite vogliono ricordare a tutti che i mari del nostro mondo stanno soffrendo per l’inquinamento, la pesca eccessiva, i mutamenti climatici, i sacchetti e le bottiglie di plastica.

Il tema di quest’anno è I NOSTRI OCEANI, IL NOSTRO FUTURO, scelto per evidenziare come la salute di questi ecosistemi sia strettamente correlata a quella della nostra specie e noi abbiamo la responsabilità di prenderci cura di loro. Come il nostro cuore pompa il sangue in ogni parte del corpo,  così l’oceano mette in contatto le persone attraverso la Terra, non importa dove viviamo. L’oceano regola il clima, nutre milioni di persone ogni anno, produce la maggior parte dell’ossigeno che respiriamo, è la sede di una serie incredibile di fauna selvatica, ci fornisce farmaci importanti, e molto altro ancora!

Al fine di garantire la salute e la sicurezza delle nostre comunità e delle generazioni future, è importantissimo che ci prendiamo cura degli oceani.

Molte specie di pesci si stanno estinguendo, ma non sono solo i pesci a soffrire per ‘la salute’ dei mari perchè, non lo ce lo ricordiamo , ma i mari sono i nostri polmoni, insieme alle grandi foreste. Il 50 per cento dell’anidride carbonica prodotta nel mondo viene infatti assorbita dagli oceani, che coprono circa tre quarti della superficie terrestre: 360 milioni di chilometri quadrati contro i 149 milioni delle terre emerse.

Dobbiamo quindi preoccuparci per  i 26 milioni le tonnellate di plastica che finiscono in mare ogni anno. Più o meno il 10 per cento della produzione mondiale finisce nella discarica marina. Le dimensioni della  Grande chiazza di immondizia del Pacifico (Great Pacific Garbage Patch), un enorme accumulo di spazzaturagalleggiante che vaga per l’oceano Pacifico, preoccupa sempre più. E anche l’Italia e il Mediterraneo, nel loro piccolo, iniziano a conoscere la minaccia..

L’8 giugno le celebrazioni ufficiali del WOD si svolgeranno alla presenza del Segretario Generale ONU, nella sala dell’assemblea generale e verrà lanciato il nuovo portale: www.unworldoceansday.org.

Questo il video di oggi 

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8/6/1887 viene brevettata la prima macchina a schede perforate da Herman Hollerith. Si tratta di una versione che verrà usata dalle schedatrici meccaniche per il censimento (U.S. Census) nel 1890. La scheda usata per il thollerith-macchina-a-schede-perforatecensimento era costituita da un cartoncino rettangolare della dimensione approssimativa di 90×215 mm, con fori rotondi: apparentemente tale dimensione fu scelta in modo da essere pressoché coincidente con quella dei dollari statunitensi di allora, così che gli scaffali destinati allo stoccaggio del denaro potessero essere utilizzati anche per le sue schede. Hollerith  lavorò per il censimento fino al 1896, quando fondò la propria azienda, la Tabulating Machine Company che, dopo varie fusioni e cambiamenti di nome, diventò nel 1924, la International Business Machines Corporation (IBM).

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8/6/452 Il feroce Re degli Unni, ATTILA, invade l’Italia per conquistare per prima la città di Trieste, ma viene fermato ad Aquileia, fortificata e di Aquileiagrande importanza per i traffici ed i collegamenti. Attila cinse d’assedio la città per oltre tre mesi, quando una parte della fortificazione crollò, Attila entrò ad Aquileia, fece strage di tutto e di tutti e la rase al suolo completamente. Il pretesto per l’invasione del Nord Italia fu per Attila la richiesta di aiuto da parte di di aiuto giuntogli da Giusta Grata Onoria, sorella dell’imperatore d’Occidente Valentiniano III, fu colta in flagrante mentre si recava ad un appuntamento con l’amante.

Dopo il SACCO DI AQUILEIA e la sua distruzione si diresse verso Padova, che saccheggiòcompletamente. Prima del suo arrivo molti abitanti della città cercarono rifugio nelle paludi, dove avrebbero poi fondato Venezia. La successiva avanzata di Attila fino a Milano avvenne senza difficoltà in quanto nessuna città tentò la resistenza ma tutte aprirono per paura le loro porte all’invasore

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