Giornata Mondiale dell’acqua . Santa LEA

Oggi è la GIORNATA MONDIALE dell’ACQUA istituita dall’UNESCO per lasensibilizzazione

Il tema della Giornata è “Nature for Water”. La proposta è quella di usare le soluzioni che si trovano in natura per ridurre le inondazioni, la siccità e l’inquinamento delle acque.

I danni ambientali, gli effetti sempre più ricorrenti dei cambiamenti climatici stanno accentuando nel mondo le crisi idriche legate alla disponibilità ed accesso all’acqua potabile, ma anche danni derivanti da inondazioni e siccità. Il ciclo naturale dell’acqua è sempre di più messo in crisi e conseguentemente si riduce la disponibilità di acqua dolce di cui abbiamo bisogno per sopravvivere e prosperare e si assiste ad un depauperamento dei suoli, dei fiumi, dei laghi e quindi dei nostri ecosistemi.Le soluzioni basate sulla salvaguardia del ciclo naturale dell’acqua consentirebbero di risolvere buona parte dei fattori di criticità legate all’accesso all’acqua.

Investire in nuove foreste, riconoscere il diritto dei fiumi e norme a loro tutela, ripristinare le zone umide, potrebbero essere alcuni dei percorsi con cui rilanciare il ciclo naturale dell’acqua e quindi creare i presupposti di lungo periodo per garantire l’accesso all’acqua alle future generazioni.

Anche Papa Francesco sempre sensibile ai più gravi problemi, lancerà un appello affinché il mondo comprenda che l’acqua è la sua risorsa più preziosa.

Subito dopo si terrà un convegno internazionale presso l’Auditorium Agostinianum organizzato dal Pontificio Concilio della Cultura e dal Club of Rome, in collaborazione con il World Water Assessment Programme- WWAP dell’UNESCO, che ha sede a Perugia.

Al convegno parteciperanno oltre 400 persone provenienti da tutto il mondo per scambiare esperienze ed opinioni sotto diverse prospettive (quali quella scientifica, politica, economica, spirituale, artistica) con un approccio olistico ed inclusivo e per proporre soluzioni al problema della crisi mondiale dell’acqua.

L’evento, “Watershed”, verrà trasmesso in streaming dal Vaticano e il pubblico collegato verrà invitato a partecipare raccontando esperienze e proponendo soluzioni.

Watershed” è il primo evento di una serie di attività che avranno luogo nei prossimi cinque anni, tra le quali la Settimana Mondiale dell’Acqua in agosto, il Comitato di Alto Livello sull’Acqua a settembre, il Forum Mondiale sull’Acqua in Brasile a marzo 2018, oltre a programmi scolastici a tutti i livelli.

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22 marzo oggi si festeggi Santa LEA di Roma e quindi auguri a tutte le persone con questo nome, abbastanza raro è considerato derivato dal troncamento di altri. Invece esiste Santa LEA di Roma.

Nella seconda metà del IV secolo i cristiani di Roma sono ormai molto numerosi, ma purtroppo, in mezzo ai credenti veri si infiltravano falsi fedeli e traditori.

In questi tempi vive Lea, che conosciamo soltanto grazie a san Girolamo. Egli ne parla in una lettera alla gentil donna Marcella, animatrice del cristianesimo integralmente vissuto, che ha dato vita a una comunità femminile di tipo quasi monastico nella sua residenza sull’Aventino. Anche Lea è di famiglia nobile: rimasta vedova in giovane età, pareva che dovesse poi sposare un personaggio illustre, Vezzio Agorio Pretestato, chiamato ad assumere la dignità di console.

Ma lei è entrata invece nella comunità di Marcella, dove si studiano le Scritture e si prega insieme, vivendo in castità e povertà. Con questa scelta, Lea capovolge modi e ritmi della sua vita per diffondere, come diremmo noi, un “messaggio forte”. E Girolamo dice di lei: “Maestra di perfezione alle altre, più con l’esempio che con la parola, fu di un’umiltà così sincera e profonda che, dopo essere stata gran dama con molta servitù ai suoi ordini, si considerò poi come una serva”.

Marcella ha in lei una fiducia totale: tant’è che le affida il compito di formare le giovani nella vita di fede e nella pratica della carità nascosta e silenziosa. Sarebbe difficile, scrive Girolamo, riconoscere in lei l’aristocratica di un tempo, ora che “ha mutato le vesti delicate nel ruvido sacco”, e mangia come mangiano i poveri che soccorre.

Questo è il suo stile, sotto il segno del riserbo. Agire e tacere. Insegnare con i fatti. Fa così poco rumore che di lei non si sa altro, e ignoreremmo perfino la sua esistenza se Girolamo non l’avesse ricordata in quella lettera, quando lei era già morta (e sepolta a Ostia). Era il 384, anno della morte di papa Damaso I, regnando in concordia gli imperatori Teodosio I e Massimo. Più tardi il primo dei due sconfisse il secondo. E regnò poi da solo, avendolo fatto uccidere.

vita di vita di questa santa ci è nota solo attraverso gli scritti di san Girolamo, che ne parla in una lettera alla gentildonna Marcella, animatrice di una comunità femminile di tipo quasi monastico nella sua residenza sull’Aventino. Anche Lea è di famiglia nobile: rimasta vedova in giovane età, pareva che dovesse poi sposare un personaggio illustre, Vezzio Agorio Pretestato, chiamato ad assumere la dignità di console. Ma lei è entrata invece nella comunità di Marcella, dove si studiano le Scritture e si prega insieme, vivendo in castità e povertà. Con questa scelta, Lea capovolge modi e ritmi della sua vita. Marcella ha in lei una fiducia totale: tant’è che le affida il compito di formare le giovani nella vita di fede e n

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