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Luna della Neve

1 febbraio: la Luna della Neve, Puccini e il giorno che la Russia saltò

Il 1° febbraio è una data che unisce cielo, musica e storia. Dalla Luna piena della Neve alle stranezze del calendario, fino a una prima teatrale destinata a entrare nella leggenda, questa giornata racconta più di quanto sembri.

La Luna piena della Neve

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La Luna piena di febbraio, detta Luna della Neve, prende il nome dalle tradizioni dei nativi nordamericani, che associavano questo periodo alle nevicate più abbondanti dell’anno. Febbraio era considerato il mese più duro dell’inverno: freddo intenso, neve persistente e difficoltà negli spostamenti.

I nomi delle lune servivano come riferimento naturale per il tempo e per le stagioni, quando il cielo era il vero calendario dell’uomo.

1 febbraio 1896: Puccini e La Bohème

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Il 1° febbraio 1896, al Teatro Regio di Torino, andò in scena per la prima volta “La Bohème” di Giacomo Puccini. Alla direzione d’orchestra c’era un giovane Arturo Toscanini, destinato a diventare uno dei più grandi direttori del Novecento.

La prima non fu accolta con entusiasmo unanime, ma nel giro di poco tempo l’opera conquistò il pubblico di tutto il mondo.
Oggi La Bohème è uno dei capolavori assoluti della lirica, simbolo della capacità di Puccini di raccontare le emozioni quotidiane con musica immortale.

Il calendario che fece sparire i giorni

Il calendario giuliano fu introdotto nel 46 a.C. da Giulio Cesare per dare ordine al disordinato calendario romano. Era un sistema avanzato per l’epoca, ma conteneva un piccolo errore: l’anno risultava più lungo di circa 11 minuti rispetto al reale movimento della Terra attorno al Sole.

Papa Gregorio

Per secoli l’Europa ha seguito il calendario giuliano, introdotto da Giulio Cesare. Il sistema funzionava bene, ma conteneva quel piccolo errore che nel tempo fece slittare le stagioni.

Nel 1582 papa Gregorio XIII introdusse il calendario gregoriano, ancora in uso oggi. Per correggere lo sfasamento, in molti Paesi dopo il 4 ottobre arrivò direttamente il 15 ottobre: dieci giorni cancellati. 

Secondo alcuni racconti, non mancarono proteste di persone convinte di essere state private di dieci giorni di vita. In realtà, il tempo non cambiò: cambiò solo il modo di contarlo.

La Russia adottò il nuovo calendario solo nel 1918. Il risultato fu curioso: dopo il 31 gennaio si passò direttamente al 14 febbraio, rendendo il 1° febbraio 1918 un giorno mai esistito nella storia russa.

Oggi il calendario giuliano non è più usato come calendario civile, ma sopravvive in ambito religioso.

Lo seguono ancora:

  • la Chiesa ortodossa russa
  • la Chiesa ortodossa serba
  • la Chiesa ortodossa di Gerusalemme
  • alcune comunità ortodosse del Monte Athos

Per questo motivo:

  • il Natale cade il 7 gennaio
  • alcune feste religiose risultano in ritardo di 13 giorni rispetto al calendario gregoriano

Dal 2100 la differenza aumenterà a 14 giorni, perché il calendario gregoriano elimina alcuni anni bisestili che quello giuliano continua a contare.

LuxLucis

pensionata, con il pallino informatico, tecnologico, iPaddistico ...

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