Il 25 giugno è una giornata che unisce temi molto diversi tra loro, il lavoro dei marittimi, l’attenzione verso una malattia della pelle ancora poco conosciuta, un sorriso blu dedicato ai Puffi e, per chi vive vicino al confine orientale, il ricordo di una pagina importante della storia europea.
Giornata del Marittimo
Il 25 giugno è la Giornata del Marittimo promossa dall’International Maritime Organization per rendere omaggio ai milioni di uomini e donne che lavorano sulle navi mercantili e che garantiscono il trasporto di merci in tutto il mondo.
Spesso non ci pensiamo, ma gran parte degli oggetti che utilizziamo ogni giorno ha viaggiato per mare come materia prima o componente industriale o addirittura prima di arrivare direttamente nei negozi.
Dietro ogni nave ci sono persone che trascorrono mesi lontano da casa affrontando tempeste, lunghe traversate e grandi responsabilità.
Chi come me ha vissuto in una città di cantieri navali ed ha seguito da vicino anche l’evoluzione negli anni delle navi attraverso i racconti e le storie di chi ci lavorava. Quante navi ho ‘varato in questi anni!
Giornata Mondiale della Vitiligine
Il 25 giugno si celebra anche la Giornata Mondiale della Vitiligine, una ricorrenza dedicata a sensibilizzare l’opinione pubblica su questa condizione della pelle caratterizzata dalla comparsa di chiazze più chiare dovute alla perdita di pigmentazione.
L’obiettivo della giornata è favorire la conoscenza, contrastare pregiudizi e ricordare l’importanza dell’accettazione di sé e della diversità.
Giornata Mondiale dei Puffi
Tra le ricorrenze più curiose troviamo la Giornata Mondiale dei Puffi, dedicata ai celebri personaggi blu creati dal fumettista belga Peyo.
Nati alla fine degli anni Cinquanta, i Puffi hanno accompagnato l’infanzia di diverse generazioni con le loro avventure nel villaggio nascosto nel bosco, guidato dal saggio Grande Puffo e continuamente minacciato dal mago Gargamella.
Un’occasione leggera e simpatica per ricordare personaggi che hanno fatto sorridere milioni di bambini in tutto il mondo come Quattrocchi, Brontolone. Il loro spirito è perfettamente riassunto dalla celebre frase esclamativa “Puffiamo!” o dalla formula “Puffare un po’ di…”, utilizzate come intercalare positivo per sostituire verbi e azioni nella loro lingua.
E Cristina D’Avena che cantava:
Noi Puffi siam cosi Noi siamo i Puffi blù, Puffiamo su per giù, Due mele o poco più.
Slovenia e la Festa dell’Indipendenza
Per la vicina Slovenia il 25 giugno è una data molto importante: si celebra la Festa dell’Indipendenza.
Anche se la dichiarazione formale venne proclamata il 26 giugno 1991, il 25 giugno è considerato il giorno simbolico della nascita dello Stato sloveno perché in quella data furono approvati tutti gli atti necessari all’indipendenza.
Una curiosità forse dimenticata sono proprio quelle ore decisive, la Slovenia dichiarò l’indipendenza con un giorno di anticipo rispetto a quanto annunciato. La scelta sorprese il governo jugoslavo, che prevedeva le prime mosse militari per il 26 giugno. Questo anticipo contribuì a cogliere di sorpresa le autorità federali e rappresentò uno degli elementi strategici che precedettero il conflitto.
Chi come me viveva lungo il confine ricorda bene quei giorni carichi di tensione.
Molti conservano ancora l’immagine dei carri armati diretti verso i valichi di frontiera e delle notizie che arrivavano di ora in ora e l’immagine di quello fermo proprio sul confine di Casa Rossa. Sembrava impossibile che una guerra potesse tornare così vicina, eppure stava iniziando quella che sarebbe passata alla storia come la “Guerra dei Dieci Giorni”.
Per noi che abitiamo queste terre di confine non è soltanto una pagina di storia, è un ricordo ancora vivo nella memoria di molte persone.
……
Nei prossimi giorni torneremo su quei momenti del giugno 1991, ricordando la Guerra dei Dieci Giorni che accompagnò la nascita della Slovenia.
Parlando dell’indipendenza della Slovenia, ci si concentra spesso su quei dieci giorni, ma la vera sfida iniziò dopo. In pochi decenni la Slovenia ha saputo costruire istituzioni solide, sviluppare un’economia moderna, investire nella ricerca, nelle infrastrutture e nella qualità della vita dei cittadini.
Li abbiamo visti proprio cosi …








