Giornata mondiale della Popolazione
L’11 luglio si celebra la Giornata Mondiale della Popolazione, istituita nel 1989 dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP).
La data non è stata scelta a caso: richiama l’11 luglio 1987, il giorno simbolico in cui la popolazione mondiale raggiunse i 5 miliardi di persone.
L’obiettivo di questa ricorrenza è far riflettere su temi importanti come la crescita della popolazione, la lotta alla povertà, la salute materna, la parità tra donne e uomini e i diritti umani.
Oggi gli abitanti della Terra hanno superato gli 8 miliardi e continuano ad aumentare. Un numero enorme che fa pensare a quante storie, culture, lingue e vite diverse convivano sul nostro pianeta.
E forse, proprio osservando il mondo da un piccolo angolo di terra, anche due giovani pini potrebbero avere qualcosa da dire su come gli esseri umani cambiano il paesaggio, costruiscono città, piantano alberi… e lasciano tracce del loro passaggio.
Beppe e Toni
“Dopo tante parole, però, è arrivato il momento di presentarveli davvero…”
Qualcuno aveva già capito chi fossero Beppe e Toni. Per tutti gli altri, ecco finalmente i due protagonisti della nostra storia.
Quella notte accadde qualcosa che nessuno avrebbe mai potuto immaginare.
Beppe e Toni, i due piccoli pini arrivati da poco, sentirono un leggero fruscio tra i loro aghi verdi.
«Chi sei?» chiese Beppe.
«Non abbiate paura» rispose una voce calma. «Sono qui da molto più tempo di voi. Ho visto passare stagioni, persone e storie.»
La voce proveniva dal piccolo mosaico dedicato a Sant’Antonio, che vegliava, silenzioso,
nell’edicola votiva che si trovava proprio tra loro due.
I piccoli pini rimasero in silenzio ad ascoltare.
«Benvenuti» continuò Sant’Antonio. «Siete arrivati in un luogo che custodisce una storia antichissima. Molto prima di voi, molto prima delle case e delle strade, qui sgorgavano acque calde che davano sollievo ai viandanti e ai malati.»
Beppe e Toni ascoltavano senza fiatare.
Fu così che Sant’Antonio raccontò loro di quando qui arrivavano persone in cerca di benessere, di acque preziose e di conforto. Raccontò delle antiche terme, dei passi di chi vi era giunto con speranza e dei cambiamenti portati dal tempo.
«Voi siete giovani» disse il Santo. «Ma anche voi un giorno sarete memoria. Ogni albero, ogni pietra, ogni angolo della terra conserva un pezzo di storia.»
«Da oggi» continuò, «tocca anche a voi custodire questa memoria. Gli alberi hanno un dono: vivono abbastanza a lungo da ricordare ciò che gli uomini, a volte, dimenticano.»
I due piccoli pini si guardarono emozionati.
Da quella notte Beppe e Toni non furono più soltanto due piccoli pini.
Diventarono i custodi di un racconto antico.
E mentre il silenzio tornava ad avvolgerli, una lieve luce sembrò attraversare le tessere del mosaico.
«Ma questa» sussurrò Sant’Antonio, «è soltanto la prima storia.»
Poi il mosaico tornò immobile.
Beppe e Toni rimasero svegli a lungo sotto le stelle, avevano intuito che sotto quella terra si nascondevano ancora molti racconti.
E il giorno dopo avrebbero continuato. Nuove scoperte e nuove, vecchie storie li aspettavano.
Con questo pensiero, curiosi di conoscere ciò che il tempo aveva custodito per loro, si assopirono sotto le stelle.
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