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28 settembre quando i Turchi attraversarono l’Isonzo

Ci sono date che sembrano soltanto numeri sul calendario.
Di questa data mi sono gia occupata lo scorso anno https://www.luxlucis.it/28-settembre/.

Ma questa volta vado a scavare nella storia del territorio e scopro che, proprio quel giorno, è successo qualcosa che ancora oggi fa parte della memoria del Friuli.

28 settembre 1499 ‘Mamma li Turchi! ‘

Quel giorno gli incursori ottomani attraversarono l’Isonzo presso Medea e iniziò quella che viene ricordata come l’ultima e più devastante incursione turca del Quattrocento in Friuli. (Propordenone)

Dopo il guado, gli incursori si accamparono a Medea, mentre a pochi chilometri, nella fortezza di Gradisca, erano concentrate le forze veneziane. La fortezza era stata costruita e rafforzata proprio per difendere uno dei principali punti di passaggio dell’Isonzo dalle incursioni provenienti da oriente. (viaggioinfriuliveneziagiulia.eu)

Ma questa volta la difesa non riuscì a fermare l’avanzata.

Nei giorni successivi le truppe ottomane si spinsero rapidamente nella pianura friulana, arrivando fino al Tagliamento e alla Livenza. Villaggi e campagne furono colpiti da saccheggi e distruzioni, mentre la popolazione cercava rifugio e difesa come poteva. (Regione Storia FVG)

Una pagina drammatica della nostra storia.

Ma la Storia, quella con la S maiuscola, non è fatta soltanto di eserciti, fortezze e comandanti.

È fatta anche di paesi e di persone.

Ed eccoci a Mereano, l’antico nome di Mariano del Friuli, dove questa vicenda è rimasta legata anche a una leggenda.

È quella raccontata da Orietta Bosch nel suo libro La leggenda della contadina e il Gran Visir. L’invasione dei Turchi a Mereano (Mariano del Friuli 1499).

Il paese di Mereano è sottoposto alla dominazione dei conquistatori, vede tra i suoi prigionieri la giovane Elena, condotta nella tenda del Gran Visir. Tra la ragazza e il suo carceriere nasce un amore proibito, intenso e impossibile, destinato però a un tragico epilogo.

Attraverso questa vicenda, Orietta Bosch intreccia storia, leggenda e sentimento, raccontando un amore capace di sfidare guerra, violenza e tempo. Il romanzo diventa così anche una riflessione sulla memoria e sulla forza dei sentimenti che sopravvivono alla morte.

Il libro è stato presentato nel 2025 e porta proprio dentro quella storia, trasformando una pagina della grande Storia in una memoria legata a un paese e alla sua tradizione. La leggenda della contadina e il Gran Visir – Orietta Bosch

E qui c’è una piccola storia nella storia, dal romanzo è stata realizzata anche una sceneggiatura, che ha suscitato l’interesse di diversi registi. Ora, finalmente, una regista teatrale di Monfalcone ha raccolto la sfida e sta trasformando il romanzo in uno spettacolo teatrale.

Il sogno di Orietta Bosch sta quindi per diventare realtà: la sua storia, nata da una leggenda del suo paese, arriverà a teatro.

E Gradisca?

Le sue mura hanno continuato a raccontare storia anche nei secoli successivi. Lo stemma del comune di Gradisca d’Isonzo è caratterizzato da una croce latina d’argento che sovrasta una mezzaluna (chiamata in araldica crescente) anch’essa d’argento.  che simboleggia la vittoria dei cristiani sulle incursioni dei Turchi ottomani.

Tra il 1615 e il 1617, Gradisca fu infatti al centro della guerra di Gradisca, combattuta tra Venezia e gli Asburgo: un altro capitolo della lunga storia di confini, fortezze e contese che ha segnato il nostro territorio. (Regione Storia FVG)

E quelle stesse mura oggi hanno una frequentatrice molto particolare.

Briciola.

Lei a Gradisca ci va praticamente ogni mattina per il suo giretto sulle vecchie mura. A volte anche due volte al giorno: evidentemente un controllo del territorio non le basta.

Quelle mura hanno visto passare eserciti, assedi e secoli di storia.

Oggi vedono passare Briciola.

Lei, naturalmente, la storia non la conosce.

Ma annusa tutto.

Bau bau!

Che, tradotto dal briciolese, potrebbe suonare più o meno così:

«Mamma li Turchi!»

E dopo più di cinque secoli, sulle mura di Gradisca, una piccola guardia a quattro zampe continua a fare il suo giro.
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Luci curiose LuX
luci curiose di Lux
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LuxLucis

pensionata, con il pallino informatico, tecnologico, iPaddistico ...

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