Giornata Mondiale del Serpente
Il 16 luglio si celebra la Giornata Mondiale dei Serpenti (World Snake Day), nata per far conoscere meglio questi animali e ricordare quanto siano importanti per l’equilibrio della natura.
I serpenti sono spesso temuti, ripudiati e talvolta uccisi per semplice paura. Eppure rappresentano una parte fondamentale degli ecosistemi naturali, contribuendo a mantenere l’equilibrio tra le diverse specie.
Molti di noi li immaginano come creature pericolose, fredde, solitarie e indifferenti. In realtà, come tutti gli animali, anche i serpenti hanno comportamenti complessi e svolgono un ruolo prezioso nell’ambiente in cui vivono.
Qualche tempo fa, perfino la Repubblica dei Due Pini ricevette una visita inaspettata. Un lungo ospite silenzioso comparve tra l’erba e le pietre, era un saettone, il grande serpente innocuo, molto diffuso in Friuli Venezia Giulia.
Da sempre questi serpenti compaiono nei simboli della medicina e delle farmacie e molte specie svolgono un ruolo prezioso nell’ambiente, contribuendo a contenere roditori e altri piccoli animali.
.
Il saettone incontra Beppe e Toni e la prima missione
Quella mattina Beppe e Toni stavano discutendo della loro prossima missione quando videro qualcosa muoversi tra l’erba vicino alla sorgente.
Beppe e Toni, all’inizio un po’ intimoriti, scoprirono presto che il visitatore non aveva cattive intenzioni, anzi sembrava curioso, educato e sorprendentemente informato. C’era chi giurava che conoscesse più storia di molti professori e che fosse pronto a raccontare vicende dimenticate, dai castellieri della preistoria fino ai tempi dei Romani.
Fu così che iniziò una delle avventure più insolite della Repubblica dei Due Pini.
«Buongiorno, giovani esploratori» disse il saettone.
I due pini si guardarono stupiti.
«Voi cercate la storia di questo luogo» continuò il serpente. «Ma state guardando troppo vicino. La storia non comincia con i Romani e nemmeno con le terme. Bisogna andare molto più indietro nel tempo.»
«Quanto indietro?» chiese Toni.
«Molto più di quanto possiate immaginare.»
Il saettone sollevò la testa e indicò la collina del Monte Falcone.
«Lassù, migliaia di anni fa, esisteva già un insediamento umano. Prima dei castelli c’erano i castellieri. Prima degli imperatori c’erano uomini e donne che costruivano mura di pietra, osservavano il mare e difendevano la loro comunità.»
Beppe rimase in silenzio per qualche istante.
«Vuoi dire che la nostra storia comincia da lì?»
«Forse anche prima» rispose il saettone. «Ma il castelliere è un buon punto di partenza.»
Poi aggiunse con un sorriso:
«Io sono soltanto un vecchio narratore. Alcune cose le raccontano il vento e le pietre. Per conoscere la verità bisogna ascoltare gli archeologi.»
I due pini annuirono rispettosamente.
La sorgente continuava a scorrere tranquilla. Chissà quanti uomini e quante donne aveva visto passare nei secoli.
Fu allora che Beppe ebbe un’idea.
«Proclamo ufficialmente la nostra prima missione!»
«Quale?» chiese Toni.
«Scoprire la storia del castelliere del Monte Falcone e ricostruire le origini più antiche del nostro territorio.»
Il saettone sembrò soddisfatto.
«Ottima decisione. La storia della Repubblica dei Due Pini non può cominciare senza conoscere chi abitava queste terre migliaia di anni fa.»
E così, nel giorno dedicato ai serpenti, ebbe inizio il primo vero viaggio nel passato dei giovani esploratori della Repubblica dei Due Pini.
La prossima tappa li avrebbe portati tra le pietre dell’antico castelliere, là dove la storia di Monfalcone affonda le sue radici più profonde.







