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26 agosto Toni sofferent

26 agosto: L’ombra sui pini: la prova di Toni

Il sole d’agosto picchiava un po’ meno forte sulle Terme, ma comunque implacabile come solo sa esserlo nei giorni in cui l’aria è ferma e la terra sembra chiedere pietà.

Non era solo il caldo a mettere a dura prova Sant’Antonio e la quiete del luogo. Poco più in là, la vita delle Terme continuava tra cantieri e stridori di metallo: le ruspe della bonifica lavoravano a pieno ritmo per togliere le vecchie scorie dell’ENEL, sollevando nuvole di polvere che si posavano ovunque.

Briciola tossicchiò stizzita, scuotendo le orecchie per togliersi la terra di dosso.

«Con tutto questo baccano» borbottò guardando le ruspe, «ai poveri pini mancava pure questo…»

Sior Intento le accarezzò la testa, sorridendo tra sé.

«Porta pazienza, piccola. Fanno fatica adesso, ma xe per una buona causa: lavorano per ripulire tutto e ottenere finalmente un bel parco urbano.»

Poi annuì convinto, riprese l’annaffiatoio colmo vicino all’icona di Sant’Antonio e si avviò verso uno dei due pini per una dose supplementare di acqua.

Quei due vasi erano rimasti a lungo asciutti davanti all’ingresso dopo l’inaugurazione, finché l’ormai famoso ottuagenario si era armato di pala e piccone, li aveva liberati e aveva finalmente piantato i due pini in piena terra, proprio lì accanto al Sant’Antonio.

E da allora l’ottuagenario portava regolarmente due taniche d’acqua per annaffiarli. Ogni martedì e venerdì, accompagnando la moglie in piscina, approfittava per bagnare e controllare lo stato di salute dei due pini.

Quando Sior Intento fu vicino a Toni, il sorriso gli morì sulle labbra.

Beppe cercava di farsi coraggio e mantenere verdi i rami piu alti, ma l’aria era pesante.

E Toni… Toni era ridotto malissimo.

Aveva gli aghi ingialliti, quasi arsi da quel caldo soffocante, e le fronde piegate verso il basso.

Nonostante la terra buona e la cura fissa del martedì e del venerdì, quel mix di calura record e dei mesi passati a secco nei vasi dell’ingresso stava presentando il conto.

Briciola si fermò di sasso, con le orecchie basse, lasciando uscire un piccolo guaito.

Toni mosse appena un rametto, con un fruscio debole.

«Caro Sior Intento… mi sa che stavolta non ce la faccio proprio.»

Beppe cercò di fargli coraggio. «No dir stupidaggini, Toni! Abbiamo resistito mesi in quei vasi de coccio, non vorrai mica mollare adesso?»

Sior Intento posò l’annaffiatoio e si inginocchiò accanto a Toni, toccando la terra non più così asciutta come nei giorni precedenti, Lo guardò con gli occhi di chi sa riconoscere la fatica della vita.

«Eh, ragazzo mio… questo caldo no perdona. E ti te porti drio tutto el peso de quel tempo passato a secco davanti alla porta.»

Briciola guardò Sior Intento con gli occhioni lucidi. «Ma noi non possiamo mollarlo così, vero?»

Sior Intento prese un panno umido e lo bagnò con l’acqua fresca. «No, Briciolay. No lo molliamo de certo.» Sistemò un telo leggero per fargli ombra e aggiunse altra acqua fresca.

La sfida era aperta.

Il caldo d’agosto faceva ancora paura, ma era agli sgoccioli e la brigata non aveva nessuna intenzione di arrendersi.

Perché finché c’è un ottuagenario ogni martedì e venerdì, con due taniche di acqua fresca per annaffiarli…

c’è speranza.

… … …

Beppe
Beppe

LuxLucis

pensionata, con il pallino informatico, tecnologico, iPaddistico ...

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