Al momento stai visualizzando 5 settembre – Quando le Terme guardarono al futuro… e poi arrivò il momento di partire (21 – 31 agosto)
Quando le terme GUADARONO AL FUturo

5 settembre – Quando le Terme guardarono al futuro… e poi arrivò il momento di partire (21 – 31 agosto)

Siamo arrivati alla fine. O forse… siamo soltanto dei all’inizio di una nuova avventura.

Dopo quasi due mesi, Beppe e Toni hanno seguito l’acqua in un viaggio che li ha portati molto più lontano di quanto avessero immaginato.

Dalle sorgenti alle Terme Romane, dai Romani alle leggende, dalla storia della città al lavoro, dalle chiusure alla riapertura.

E adesso, prima di salutare le Terme, mancavano ancora gli ultimi passi.

Il 21 agosto lo sguardo andò decisamente verso il futuro.

Dal vapore delle Terme all’idrogeno, Monfalcone cominciava a immaginare nuove possibilità. L’acqua, protagonista della storia da millenni, incontrava così nuove idee e nuove energie.

21 agosto – Dal vapore delle Terme all’idrogeno: Monfalcone cambia marcia
Leggi l’articolo del 21 agosto

Il 22 agosto arrivò il nuovo centro wellness.

Piscine alimentate dall’acqua termale, saune, percorsi Kneipp e un nuovo progetto per il futuro delle Terme.

Non era ancora realtà, ma il progetto aveva già cominciato a disegnare ciò che potrebbe arrivare.

22 agosto – Il nuovo centro wellness
Leggi l’articolo del 22 agosto

Il 23 agosto, dopo tanti secoli e tanti progetti, Beppe e Toni decisero che forse era arrivato il momento di non fare proprio niente.

Il dolce far niente.

Perché anche quello, in fondo, può essere un’arte. E forse alle Terme lo hanno sempre saputo.

23 agosto – Il dolce far niente: quando non fare niente era un’arte
Leggi l’articolo del 23 agosto

Il 24 agosto Sior Intento arrivò al MU.CA.

La storia della cantieristica e quella delle Terme finirono così per incontrarsi ancora una volta: due aspetti diversi della stessa città, entrambi capaci di raccontare Monfalcone.

24 agosto – Sior Intento al MU.CA.: quando una città sale a bordo
Leggi l’articolo del 24 agosto

Il 25 agosto comparve un’allegra compagnia.

E comparve anche Karpouzi.

Perché, arrivati a questo punto, Beppe e Toni avevano capito che una storia delle Terme poteva tranquillamente contenere anche una barca, il mare e un po’ di compagnia.

25 agosto – Alle Terme, con un’allegra compagnia… e Karpouzi
Leggi l’articolo del 25 agosto

Il 26 agosto arrivò una prova per Toni.

Un’ombra sui pini.

Ma nello stesso giorno ci fu anche spazio per una giornata molto più allegra: quella dedicata ai cani.

Due facce della stessa giornata, proprio come spesso accade nelle storie: un po’ di mistero e un po’ di allegria.

26 agosto – L’ombra sui pini: la prova di Toni
Leggi l’articolo del 26 agosto
26 agosto – Bis: Giornata mondiale dei cani, anche alle Terme
Leggi il secondo articolo del 26 agosto

Il 27 agosto tornò protagonista lei.

L’acqua.

Quella che non si arrende.

Dopo tutto il viaggio, sembrava quasi la frase perfetta per raccontare le Terme: cambiano gli uomini, cambiano i tempi, cambiano i progetti, ma l’acqua continua a fare il suo lavoro.

27 agosto – L’acqua che non si arrende
Leggi l’articolo del 27 agosto

Il 28 agosto arrivò il momento di cominciare a salutare.

Ancora un po’ di Terme.

Poi Grado.

Beppe e Toni stavano per lasciare per qualche giorno il loro territorio, ma non era un addio.

Era soltanto un cambio di scenario.

28 agosto – Ancora un po’ di Terme, poi Grado
Leggi l’articolo del 28 agosto

Il 29 agosto, invece, davanti alle Terme comparvero le ruspe.

Polvere, terra, reti gialle e lavori in corso.

Ma sotto quella polvere c’era qualcosa di molto più interessante: il futuro parco urbano.

Briciola e Sior Intento guardarono il cantiere e provarono a immaginare quel luogo quando, al posto delle nuvole di polvere, ci saranno alberi, verde, sentieri e persone.

29 agosto – Polvere e futuro: il nuovo parco urbano delle Terme Romane
Leggi l’articolo del 29 agosto

E poi il 30 agosto.

Dopo tante storie di acqua termale, arrivò un racconto più leggero, fatto di ricordi e di odori.

Quelli della Fontana del Faet, quando da ragazze e ragazzi bastava sentire da lontano quell’inconfondibile profumo di zolfo per sapere di essere arrivati.

Poi il fango che matura ad Abano, le beer spa e persino le camere d’aria delle ruote dei camion usate per galleggiare nelle acque calde di Hévíz.

Perché alla fine le terme possono essere anche questo: acqua, ricordi, risate e qualche esperienza decisamente curiosa.

30 agosto – Acque che puzzano, fanghi che maturano e camere d’aria di camion
Un viaggio leggero tra fonti termali e ricordi
Leggi l’articolo del 30 agosto

E siamo arrivati al 31 agosto.

Il giorno per fermarsi un momento.

Prima di voltare pagina.

Per quasi due mesi abbiamo seguito l’acqua.

L’abbiamo vista sgorgare dal sottosuolo, raccontare storie antichissime, incontrare i Romani, attraversare i secoli, sopravvivere ai cambiamenti e arrivare fino alle Terme di oggi.

Abbiamo conosciuto Beppe e Toni quando erano soltanto due piccoli pini.

Poi sono arrivati Sior Anzoleto, Sior Intento, Briciola e tutti gli altri personaggi che, strada facendo, hanno contribuito a trasformare una storia sulle Terme in una storia sulla città e sul territorio.

Abbiamo parlato di passato e di futuro.

Di acqua e di fango.

Di archeologia e di cantieri.

Di chiusure e di riaperture.

Di progetti e di speranze.

E alla fine abbiamo scoperto che una sorgente può raccontare molto più di una storia d’acqua.

Può raccontare una città.

31 agosto – Prima di voltare pagina…
Leggi l’articolo del 31 agosto

E adesso salutiamo le Terme

E adesso è davvero arrivato il momento di salutare le Terme.

Ma soltanto per un po’.

Perché Beppe e Toni non partono.

Loro sono lì, piantati accanto a Sant’Antonio, proprio dove hanno cominciato questa lunga storia.

E lì resteranno.

A guardare le Terme, a seguire con le loro fronde quello che succede intorno, a controllare le ruspe del nuovo parco e, magari, a curiosare ancora un po’.

Perché ormai lo sappiamo: due pini possono avere un caratterino niente male.

E mentre noi cambieremo panorama, loro continueranno a vegliare sul loro piccolo angolo di mondo.

Chissà che cosa vedranno nei prossimi mesi.

Il parco che prende forma.

Nuovi progetti.

Nuove persone.

E magari, sotto terra, quell’acqua che continua tranquillamente a fare quello che fa da millenni: scorrere.

Beppe e Toni resteranno lì a raccontarcelo.

Noi, invece, dal 6 settembre, cambiamo scenario.

Per qualche giorno niente Terme, niente ruspe e niente cantieri.

Ci saranno invece Grado, il mare, l’Ospizio Marino, vecchie storie, curiosità, ricordi e magari qualche nuova sorpresa.

Ma prima di partire c’è ancora qualcuno che deve passare il testimone.

Sior Intento guardò ancora una volta le Terme.

Poi si voltò verso Beppe e Toni.

«Io direi che per adesso può bastare.»

Beppe mosse appena una fronda.

Toni, invece, sembrò non essere del tutto d’accordo.

«E adesso?» sembrava chiedere.

Sior Intento sorrise.

«Adesso si cambia storia.»

E proprio in quel momento, da qualche parte, oltre la laguna, si sentì un rumore.

Tum.

Poi un altro.

Tum. Tum.

Beppe e Toni drizzarono le fronde.

Sior Intento si fermò ad ascoltare.

Non c’erano dubbi.

Era Zef.

Zef il Banditore.

Quello che, nella leggenda di Grado, percorreva le vie della città battendo il tamburo per annunciare l’arrivo delle Varvuole.

Sior Intento sorrise.

Non servivano altre parole.

Il testimone era passato.

Le Terme potevano continuare il loro viaggio.

Beppe e Toni sarebbero rimasti lì, accanto a Sant’Antonio, a vegliare sul loro piccolo angolo di mondo.

E noi?

Noi avremmo seguito Zef.

Perché quando un banditore comincia a suonare il tamburo, di solito significa che sta per arrivare una nuova storia.

E questa volta arriva da Grado.

Dal 6 settembre, tutti a Grado.

Chissà che cosa ci racconterà Zef.

E soprattutto…

che cosa avrà da annunciare.

Quindi grazie.

Grazie a chi ha seguito questa lunga passeggiata tra acqua, storia, archeologia, città, ricordi e futuro.

Grazie a chi ha letto un articolo.

A chi ne ha letti dieci.

E a chi, magari, li ha letti tutti.

Questa storia è cominciata il 9 luglio, con due piccoli pini.

E oggi, dopo quasi due mesi, non li salutiamo davvero.

Li lasciamo al loro posto.

Accanto a Sant’Antonio.

A vegliare sulle Terme.

A guardare nascere il parco.

E, soprattutto, a continuare a curiosare.

Perché una cosa ormai la sappiamo.

Quando Beppe e Toni cominciano a curiosare… non si sa mai dove possono arrivare.

E chissà…

magari, quando torneremo da Grado, ci verrà voglia di raccogliere tutto questo viaggio.

Le storie, le curiosità, i personaggi, le Terme, i pini e tutto quello che abbiamo incontrato lungo la strada.

Un libro?

Vedremo.

Per ora mettiamo in pausa questa storia.

Le Terme possono continuare il loro viaggio.

Beppe e Toni continueranno a vegliare.

E noi…

ci rivediamo a Grado.

A presto.

L U X

Luci curiose di Lux
luci curiose di Lux
luci curiose di Lux
Luci curiose LuX


LuxLucis

pensionata, con il pallino informatico, tecnologico, iPaddistico ...

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.