Le Terme sono ormai alle spalle. Beppe e Toni hanno raccontato la loro storia, Sior Intento ha guardato lontano verso il futuro e, alla fine, ha passato il testimone.
A chi? A Zef il Banditore. E Zef, evidentemente, non aveva nessuna intenzione di perdere tempo.
«Ooooh, foresti! Ben rivadi a Grado! Prima de sistemarve, però, bisogna che ve conti una storia…»
E così comincia una nuova avventura.
L’arrivo della forestiera
A Grado è appena arrivata una forestiera piuttosto facile da riconoscere. Non tanto per la faccia, quanto per il seguito:
- Valigia verde acido
- Borsone verde acido
- Borsa fucsia
- Stampella canadese turchese
- Rollato
- Un’amica con cui condividere la camera
Se Zef aspettava dei foresti discreti e poco ingombranti… ha decisamente sbagliato indirizzo!
Ma Zef non guarda i bagagli. Guarda il luogo.
«Qua, cara mia, la storia comincia molto prima de ti.»
E ha ragione.
Quando il mare diventò una cura
Per capire questo posto bisogna tornare indietro nel tempo. Molto indietro, fino al 1873.
All’epoca Grado è ancora un’isola della laguna, lontanissima dalla località turistica che conosciamo oggi. Ed è proprio allora che comincia una storia destinata a cambiare per sempre il destino dell’isola. Tra i protagonisti c’è un medico fiorentino: Giuseppe Barellai.
E qui c’è una piccola coincidenza che fa sorridere. Barellai. Un medico che si occupava di ospizi… Zef mi guarda storto:
«No ste far delo spirito sul nome! El dottor Barellai el gaveva cose molto più serie da fare.»
E infatti era una persona maledettamente seria. Il dottor Giuseppe Barellai era un medico e filantropo che aveva promosso in Italia l’idea degli ospizi marini, strutture destinate ad accogliere i bambini poveri e malati in luoghi dove l’ambiente costiero veniva considerato miracoloso per la salute.
Il 21 giugno 1873, gli amministratori e i medici goriziani lo accolsero sull’isola per valutare la possibilità di realizzare anche qui un Ospizio Marino. La risposta positiva di Barellai diede l’impulso concreto all’iniziativa. Non si parlava di turismo, né di vacanze: erano bambini che arrivavano perché avevano un disperato bisogno di cure.
Il mare come medicina
All’epoca la medicina attribuiva un’importanza scientifica enorme all’azione benefica dell’ambiente: l’aria salso-iodica, il sole, il mare, la sabbia e il clima. Tutto veniva strutturato come un percorso terapeutico.
Prese così forma il primo Ospizio Marino, destinato soprattutto ai bambini poveri affetti da malattie come la scrofolosi (una forma di tubercolosi extrapolmonare). Il nucleo originario dell’edificio, inizialmente denominato “Primo Ospizio Marino Austriaco – Arciduchessa Stefania”, divenne un’eccellenza sanitaria fondamentale all’interno dell’Impero austro-ungarico. Senza rendersene conto, la piccola isola stava cambiando pelle.
Da luogo di cura a stazione balneare
L’Ospizio Marino fu solo il primo tassello di una trasformazione radicale. La vocazione sanitaria di Grado cresceva a vista d’occhio, finché nel 1892 arrivò il riconoscimento ufficiale: lo Stato austro-ungarico, per volere dell’Imperatore Francesco Giuseppe, istituì a Grado l’azienda di soggiorno, dichiarando ufficialmente la località come stazione di cura.
Nello stesso anno venne attivato anche il primo stabilimento europeo per le sabbiature. Da quel momento, la storia ha preso il volo:
- Arrivarono sempre più ospiti da ogni angolo dell’Impero.
- Si svilupparono i primi storici hotel e le strutture ricettive.
- Il mare smise di essere solo “medicina” e diventò anche vacanza.
Grado cominciò a diventare l’Isola del Sole che amiamo oggi. Ma tutto era partito da lì: da un luogo dove il mare serviva prima di tutto a curare.
Quasi centofisessanta anni dopo…
Sono cambiate le cure, è cambiata la medicina ed è cambiata Grado. Anche l’edificio dello storico Ospizio si è evoluto, ma quel luogo sul lungomare continua ancora oggi a essere legato a doppio filo alla cura e alla riabilitazione.
E mentre la nuova forestiera finisce di sistemare la valigia verde acido, il borsone e la borsa fucsia, Zef sembra avere già deciso il programma della giornata.
«Ben, la camera xe sistemada. Le valigie le gavemo viste. Adesso però… volemo andar a scoprir Grado?»
Eh sì, Zef. Perché le Terme hanno chiuso un capitolo, ma il viaggio è appena iniziato.
Zef apre la porta
Da oggi comincia ufficialmente la stagione gradese. Ci saranno storie, curiosità, personaggi, segreti della laguna e tutte quelle piccole chicche che fanno venire voglia di dire: «Ma questa non la sapevo!»
Zef ha aperto la porta. Le valigie possono aspettare.
Benvenuti a Grado, foresti. La storia comincia da qui.
Apertura della stagione gradese







