Sabato all’Ospizio Marino ha un ritmo un po’ diverso.
È giornata prefestiva e anche le attività seguono un’organizzazione più leggera, ma le cure continuano, seppure in misura ridotta. Qualche esercizio di gruppo, la palestra, la piscina… quella quotidianità fatta di piccoli appuntamenti che, alla fine, costruiscono le giornate dell’Ospizio viene modificata e lascia magari un po’ più di tempo libero la mattina.
Il pomeriggio rimane sempre l’incognita del tempo a sovvertire i programmi: mare e bagni, passeggiata sul bellissimo lungomare, acquisti in centro…
Tutto dipende da Lui, Giove Pluvio: che intenzioni ha per il 12 settembre?
A quanto dicono i grandi saggi meteorologi, per sabato 12 settembre Giove Pluvio potrebbe decidere di concedere una tregua: le previsioni parlano di una giornata prevalentemente serena, con temperature piacevoli e senza pioggia significativa.
Il vento da est-nord-est potrebbe farsi sentire, ma il mare dovrebbe rimanere poco mosso. Insomma, condizioni che potrebbero lasciare ai “ragazzi” dell’Ospizio qualche possibilità in più: una passeggiata sul lungomare, una puntatina in centro, qualche acquisto, oppure – se il mare e le energie lo permetteranno – ancora un po’ di acqua salata.
Perché all’Ospizio Marino non si programma mai tutto fino all’ultimo minuto: si guarda il cielo, si ascolta il corpo… e poi si decide.
Ma nel frattempo oggi Zef il Banditore ci ricorda che ha ancora qualcosa da raccontare.
E così torniamo al nostro vecchio treno.
Nel 1910 Grado non aveva ancora il collegamento stradale che conosciamo oggi. Per arrivare sull’isola il viaggio poteva diventare una piccola avventura: si arrivava a Cervignano, poi il treno proseguiva verso Aquileia e Belvedere.
La nuova ferrovia Cervignano-Aquileia-Pontile per Grado fu aperta al servizio il 16 luglio 1910.
Era una linea breve, poco più di dodici chilometri, ma aveva un compito importante: portare i viaggiatori fino al pontile di Belvedere, dove il viaggio continuava sull’acqua verso Grado.
Insomma, il biglietto comprendeva quasi un piccolo viaggio combinato: prima il treno, poi il battello.
E qui c’è una curiosità che Zef non poteva certo lasciarsi scappare.
La ferrovia era stata pensata anche per favorire l’arrivo dei turisti che sceglievano Grado come località balneare e di cura. Non era quindi soltanto una ferrovia per spostarsi: era una delle infrastrutture che aiutavano la nuova Grado turistica a crescere.
E il collegamento arrivava proprio nel momento in cui l’isola stava vivendo una trasformazione importante.
Dal vecchio borgo di pescatori alla località di cura, dai bambini dell’Ospizio Marino ai primi grandi flussi di foresti: tutto cominciava a essere collegato. Anche dal punto di vista dei trasporti.
Il treno, però, non entrava ancora direttamente a Grado.
Arrivato a Belvedere, il viaggiatore doveva lasciare la ferrovia e proseguire verso l’isola via acqua.
E Zef, che evidentemente ama lasciare le storie a metà quando sa che domani qualcuno vorrà sapere come continua, ci saluta con una promessa:
«Il treno è arrivato al pontile. Ma Grado è ancora dall’altra parte della laguna.»
La prossima fermata, dunque, sarà sull’acqua.
E forse è proprio qui che il nostro viaggio diventa davvero gradese.








