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10 agosto – Quando nacque la città del lavoro

10 agosto – Quando nacque la città del lavoro

Il Cavaliere osservò la grande pianura.

«Finora abbiamo camminato nel Lisert. Ma da oggi la storia si allarga. Per capire davvero questo luogo dobbiamo guardare tutta Monfalcone, perché il destino del Lisert è diventato il destino della città.»

Il vento continuava a soffiare tra i canneti del Locovaz.

«La guerra aveva lasciato macerie. Servivano lavoro, energia e nuove strade. Cosi cominciò la rinascita di Monfalcone.»

«Vedi, Briciola? Per secoli qui si cercavano l’acqua, il sale e le sorgenti. Poi arrivò un tempo in cui si cercava soprattutto il lavoro.»

Dopo la guerra Monfalcone divenne uno dei grandi simboli della ricostruzione italiana. A Panzano il cantiere navale tornò a vivere con rinnovata forza, richiamando operai dal Friuli, dalla Venezia Giulia e da molte altre regioni. Ogni nave varata rappresentava un nuovo inizio.

Negli anni successivi la città continuò a crescere. Accanto al cantiere si svilupparono il porto, la ferrovia, la Cartiera, gli stabilimenti della Solvay, le centrali energetiche e numerose altre attività produttive che fecero di Monfalcone uno dei principali poli industriali dell’Alto Adriatico.

Anche il territorio cambiò profondamente. L’area dove un tempo sorgevano le Terme Romane e l’antica collina di Sant’Antonio venne progressivamente trasformata. Strade, piazzali, magazzini e stabilimenti presero il posto di un paesaggio che per secoli era stato dominato da sorgenti, prati e canneti.

Il Cavaliere sorrise. «Non bisogna giudicare quel tempo con gli occhi di oggi. Per chi aveva conosciuto la guerra, la fame e le macerie, il cemento, le fabbriche e le ciminiere non rappresentavano una ferita al paesaggio, ma una speranza. Erano lavoro, uno stipendio sicuro e la possibilità di costruire una vita migliore per i propri figli.»

Briciola abbassò il muso verso la terra. «Ma sotto tutto quel cemento…»

«Sotto il cemento,» rispose il Cavaliere, «continuavano a dormire le antiche sorgenti, la strada romana, la collina di Sant’Antonio e le Terme. La storia non era scomparsa. Aveva soltanto imparato ad aspettare.»

Briciola rimase in silenzio. Poi guardò Beppe. «Ma qui una volta si sentivano solo gli uccelli…»

Beppe sorrise. Nel sottofondo si udì il lungo fischio della sirena del cantiere.
«È vero. Poi arrivarono gli uomini. Con loro arrivarono le gru, le sirene dei cantieri, le fabbriche e le navi. Cambiarono il paesaggio, ma diedero anche pane a migliaia di famiglie.

Ogni mattina una lunga fila di biciclette, poi di motorini e infine delle prime utilitarie si dirigeva verso il cantiere e la zona industriale. Sotto il braccio molti operai portavano il loro gamelin, il recipiente di metallo con il pranzo preparato a casa, spesso infilato in una semplice borsa di tela. E a mezzogiorno non era raro vedere qualche moglie arrivare con un gamelin ancora caldo, per condividere pochi minuti insieme prima che la sirena richiamasse tutti al lavoro.

Erano gesti semplici, ma raccontavano un tempo in cui la fatica, il lavoro e la famiglia camminavano fianco a fianco.»

«Da tutta Italia arrivavano famiglie in cerca di lavoro. Nei nuovi quartieri si sentivano parlare dialetti friulani, veneti, istriani, dalmati e meridionali. Monfalcone diventava, giorno dopo giorno, una città costruita da persone venute da lontano.»

Il Cavaliere guardò l’orizzonte. «Ogni epoca lascia qualcosa. Alcune lasciano monumenti. Altre lasciano lavoro. Il difficile è ricordare entrambe.»

Il vento tornò a soffiare tra i canneti del Locovaz.

Come se, da qualche parte, la memoria e il futuro avessero finalmente imparato a camminare insieme.

«Ma ogni medaglia ha due facce. Mentre Monfalcone cresceva e guardava al futuro, qualcosa, lentamente, stava scomparendo sotto gli occhi di tutti. E il Cavaliere lo sapeva…»

Abbassò lentamente lo sguardo verso la terra. Perché certe storie non scompaiono mai. Aspettano soltanto qualcuno disposto ad ascoltarle.

Stemma Repubbodei Due Pini
Stemma Repubbodei Due Pini
Luci curiose LuX

LuxLucis

pensionata, con il pallino informatico, tecnologico, iPaddistico ...

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