
Il 20 marzo segna un momento speciale dell’anno: è il primo giorno di primavera e coincide con l’equinozio di primavera, l’istante in cui il giorno e la notte hanno (quasi) la stessa durata.
Le giornate iniziano ad allungarsi, la natura si risveglia e i colori tornano lentamente a riempire paesaggi e animi.
Marzo e aprile sono considerati mesi di “linfa nuova”: tutto riparte, anche dentro di noi, l’ equilibrio naturale rappresenta rinascita, armonia e nuovi inizi.
L’equinozio di primavera: un equilibrio antico

La parola “equinozio” deriva dal latino aequus (uguale) e nox (notte) perché in questo giorno, la durata del giorno e della notte si equivalgono in ogni parte del mondo. Nel 2026 per la primavera accade il 20 marzo e per l’autunno il 23 settembre.
Fin dall’antichità, l’equinozio era carico di significati simbolici e rituali, legati alla fertilità della terra e al rinnovarsi della vita.
Monumenti come Stonehenge o alcune piramidi sono allineati proprio con il sole degli equinozi, a testimonianza di quanto fosse importante osservare il cielo per comprendere il tempo.
Giornata Internazionale della Felicità: un valore ancora più importante
Il 20 marzo si celebra anche la Giornata Internazionale della Felicità, istituita dall’ONU per ricordare l’importanza del benessere nella vita delle persone.

In un tempo segnato da guerre e tensioni, parlare di felicità può sembrare difficile, ma è proprio in questi momenti che diventa un valore essenziale.
La felicità non è solo un fatto personale, ma anche collettivo: nasce dalla solidarietà, dal rispetto e dai piccoli gesti quotidiani.
Anche un sorriso, una parola gentile o un aiuto concreto possono diventare semi di felicità, capaci di diffondersi e creare un mondo più umano.
Tradizioni e antichi riti di primavera
In molte culture, l’arrivo della primavera veniva celebrato con gesti semplici ma ricchi di significato:
- pulizie profonde della casa, come segno di rinnovamento
- feste all’aperto e primi pranzi sui prati
- raccolta di erbe spontanee e fiori
Un tempo, anche nelle nostre campagne, si viveva questo passaggio con grande partecipazione: le giornate più lunghe invitavano a uscire, a stare insieme, a riscoprire il contatto con la natura.
Queste tradizioni si collegano bene anche alle scampagnate di San Giuseppe e alle uova decorate, simbolo di vita e rinascita.
Un piccolo rito per accogliere la nuova stagione
Non servono gesti complicati per celebrare la primavera. Basta poco:

- aprire le finestre al mattino e lasciare entrare l’aria nuova
- portare un fiore in casa
- ritagliarsi un momento per pensare a qualcosa di bello da far crescere
Piccoli gesti, capaci di dare un senso diverso alla giornata e di rendere questo giorno davvero speciale.
Curiosità di primavera
- La primavera non arriva sempre il 21 marzo: può iniziare il 19, 20 o 21, a seconda dell’anno e dei calcoli astronomici.
- Le piante “sentono” la luce: l’allungarsi delle giornate stimola la crescita grazie alla luce solare e alla temperatura più mite.
- Gli animali si risvegliano dal letargo seguendo i ritmi della natura.
- L’aumento della luce favorisce la produzione di serotonina, l’ormone del buonumore.
Invito alla riflessione
Il 20 marzo è un giorno ideale per fermarsi un momento e osservare i cambiamenti intorno a noi. Anche senza uscire, basta poco: un raggio di sole dalla finestra, un ricordo felice, un gesto gentile. Come la primavera, anche la felicità si costruisce a piccoli passi, giorno dopo giorno.

Nel lontano 2017 scrivevo questo articolo .
Per i fiori commestibili… edibili, riprenderemo presto, ma intanto rileggete i precedenti riassunti in fondo all’articolo del https://www.luxlucis.it/18-marzo-tra-ambiente-memoria-e-tradizioni-dal-giornata-del-riciclaggio-al-giacinto-selvatico/






