Il 19 marzo si celebra San Giuseppe: tradizioni, zeppole tipiche e portulaca, pianta spontanea commestibile ricca di proprietà. Scopri curiosità e usanze.
San Giuseppe: simbolo di semplicità e famiglia
Il 19 marzo è dedicato a San Giuseppe, figura discreta ma fondamentale nella tradizione cristiana. Falegname e padre putativo di Gesù, rappresenta il valore del lavoro, della responsabilità e della protezione familiare.

In Italia questa ricorrenza coincide con la Festa del Papà, un momento affettuoso e sentito, fatto spesso di piccoli gesti più che di grandi celebrazioni e un ricordo al mio papà Alessandro mancato troppo presto.
Un tempo, soprattutto nelle campagne, questa giornata segnava anche il passaggio verso la primavera: si accendevano falò simbolici e si riscopriva il piacere di stare all’aperto.
Le zeppole di San Giuseppe: il dolce della festa

Tra i simboli più amati di questa giornata ci sono le zeppole di San Giuseppe, dolci tipici della tradizione italiana, particolarmente diffusi nel Sud.
Preparati con pasta choux, possono essere fritti o al forno, farciti con crema pasticcera e decorati con un’amarena sciroppata.

Ogni Regione, anzi ogni zona, ha la propria ricetta tradizionale, Abruzzo, Puglia, Campania e così via, ognuna diversa e con qualche ingrediente in più, ma tutte ugualmente golose e d’obbligo per San Giuseppe.
Se vuoi provare a farle le ricette più affidabili sono :
Curiosità e storia
- La loro diffusione si deve ai friggitori napoletani già nel Settecento
- Secondo una leggenda, San Giuseppe avrebbe venduto frittelle durante la fuga in Egitto
- La versione fritta è la più antica, mentre quella al forno è oggi più comune
Le zeppole sono più di un semplice dolce: rappresentano la festa, la condivisione e i ricordi di famiglia.
Un richiamo alle tradizioni: le uova colorate
Le scampagnate di San Giusepper erano anche l’occasione perfetta per gustare le uova colorate con metodi naturali, una tradizione semplice e affascinante di cui abbiamo parlato nell’articolo precedente.
Lì abbiamo raccontato come foglie, fiori e panni avvolgessero le uova creando decorazioni uniche, simbolo della primavera che arriva. Un gesto antico che merita di essere riscoperto e tramandato.
Portulaca: il fiore spontaneo ricco di proprietà

Tra le piante che iniziano a comparire in questo periodo troviamo una pianta considerata infestante. Troviamo le sue foglioline grasse, i suoi gambi rossastri a rosetta, i fiorellini gialli che crescono in mezzo alle colture dell’orto.
Parlo della portulaca (Portulaca oleracea) detta anche porcellana per il suo aspetto, che ci regala un raccolto prelibato senza nessuno sforzo.
Spesso sottovalutata e disprezzata, ma ricca di benefici ed è considerata un ottimo alimento spontaneo grazie all’altissimo contenuto di Omega-3 (acido alfa-linolenico), superiore a molte verdure coltivate.
Poco apprezzata ormai, ma ha rappresentato un fonte ineguagliabile di antiossidanti, vitamine (A, C, E, gruppo B) e sali minerali (magnesio, calcio, potassio), per ridurre il colesterolo, proteggere il cuore e l’intestino
Proprietà
- Fonte naturale di Omega-3
- Ricca di vitamine A e C
- Proprietà depurative e rinfrescanti
Come utilizzarla

Considerata poi ‘erba povera”, oggi è rivalutata anche in cucina per il suo valore nutrizionale e il gusto fresco e leggermente acidulo. Si magia tutto, pianta, fiori, boccioli ottima cruda o cotta.
- cruda nelle insalate e in Toscana anche nella ‘panzanella’
- nelle frittate
- nelle minestre o ripieni rustici
Una curiosità
Anticamente la cultura medievale attribuiva alla pianta un valore apotropaico perché si riteneva tenesse lontani gli spiriti maligni.
Tradizione, natura e memoria
Il 19 marzo racchiude un mondo fatto di semplicità: la figura silenziosa di San Giuseppe, il profumo delle zeppole e i gesti antichi legati alla terra.
Sono proprio queste tradizioni, tramandate nel tempo, a darci un senso di continuità e appartenenza, ricordandoci quanto sia prezioso riscoprire le cose semplici.










