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21 maggio Giornata della diversità, curiosità e .. Quaderno Rosa 3

Giornata Mondiale della Diversità Culturale

Dal 2002 l’ONU dedica il 21 maggio alla diversità culturale e al dialogo tra i popoli.
Una bella occasione per ricordare che il mondo è interessante proprio perché nessuno è uguale all’altro, lingue, ricette, tradizioni, musiche, modi di vivere…

È proprio questo che mi piace dei viaggi, entrare in mondi diversi ed osservare la vita comune di ogni giorno, non solo i passaggi, i  monumenti e le opera d’arte. 

Quando potevo muovermi senza problemi e partire più spesso, inseguivo il mondo lontano. Mi affascinava i paesi sconosciuti, le lingue diverse, i mercati, i profumi, i volti. adesso con l’età mi devo limitare e però apprezzo anche i … mondi a me piu vicini che, a saperlo vedere presentano comunque diversità culturali. 

In particolare in questi ultimi anni in cui il resto del mondo piano piano è venuto da noi e ci ha portato nuove tradizioni e culture. Le migrazioni hanno cambiato le nostre città, le piazze, le scuole, perfino i negozi sotto casa.
A volte basta ascoltare una lingua diversa per strada o sentire il profumo di una cucina mai assaggiata per capire che ogni persona porta con sé una storia, una nostalgia, una speranza.

Da giovani spesso immaginiamo il viaggio come distanza.
Con gli anni impariamo che esistono anche viaggi vicinissimi, una chiacchierata con chi arriva da lontano, una tradizione scoperta quasi per caso, un sorriso che supera le parole.

Non sempre è facile capire chi arriva da culture diverse. Le paure esistono, da entrambe le parti.
L’importanza del dialogo nasce proprio lì, nel piccolo gesto di curiosità reciproca, nel non chiudere subito la porta, nel reciproco rispetto.

Un tempo sognavo continenti lontani.
Oggi mi accorgo che il mondo passa anche davanti a me, al supermercato, alla farmacia, al bar, nei giardini.
E forse la vera ricchezza è continuare ad avere voglia di conoscere.

Un po’ come succede nei vecchi porti di mare dove nei secoli si mescolavano pescatori, mercanti, marinai e dialetti diversi.

Ci sono viaggi che si fanno con le valigie, e altri che si fanno aprendo la mente ed il cuore agli incontri.

Il tè più costoso del mondo?

Secondo una curiosa tradizione cinese, alcune foglie di tè rare venivano raccolte da scimmiette addestrate sulle montagne troppo ripide ed inaccessibili per gli uomini.
Vero o leggenda? Forse entrambe le cose. Ma la storia esiste da secoli e rende il tè del 21 maggio ancora più poetico.

Un compleanno “artistico”

Il 21 maggio 1471 nacque Albrecht Dürer, uno dei grandi artisti del Rinascimento europeo. In nome veniva italianizzato e spesso conosciuto come Alberto Duro o Durero.

Albrecht Dürer amava viaggiare ed arrivò a Venezia all’inizio del Cinquecento e ne rimase incantato.
C’è un aneddoto molto bello che racconta quanto la città fosse diversa dal resto d’Europa del tempo.

Dürer scrisse nelle sue lettere che a Venezia si sentiva trattato con rispetto e amicizia, mentre in Germania spesso gli artisti erano considerati quasi semplici artigiani. Dei veneziani disse una frase rimasta famosa:

“Qui sono un signore, a casa un parassita.”

Era colpito dall’eleganza della città, dalla luce sulla laguna e soprattutto dal fatto che pittori e intellettuali si incontrassero liberamente nelle botteghe e nei palazzi.

Un altro episodio curioso riguarda la sua straordinaria precisione nel disegno. Si racconta che molti pittori veneziani osservassero quasi di nascosto le sue incisioni cercando di capire come riuscisse a ottenere dettagli così perfetti. Dürer, però, custodiva gelosamente alcune tecniche del suo lavoro.

Durante il soggiorno veneziano dipinse anche la celebre pala della “Festa del Rosario” per la comunità tedesca della città, oggi conservata a Praga.
Amava osservare la natura che rappresentava con precisione incredibile per trovare la bellezza anche nei dettagli più piccoli riproduceva leprotti, mani, prati, ali… quasi fosse un fotografo ante litteram.

Dürer rappresenta proprio oggi un esempio di incontro fra mondi diversi, un artista tedesco che a Venezia trovò ispirazione, amicizie e uno scambio culturale capace di arricchire tutti.

Il viaggio più lento del mondo

Nel XIX secolo alcune persone partecipavano ai “viaggi panoramici lenti”: si saliva sul treno non per arrivare, ma per guardare dal finestrino.
Nessuna fretta. Nessun cronometro.
Solo campagne, stazioni minuscole e il piacere di attraversare il paesaggio.

Oggi abbiamo sempre piu fretta ed i treni viaggiano a velocità pazzesche, senza consentire losservazione dei paesaggi.

Forse oggi avremmo bisogno di recuperare un po’ quello spirito.

 Il fiore del 21 maggio

Molti calendari popolari associano questo periodo alla rosa antica: profumata, delicata, piena di petali disordinati.
Non perfetta. Ma proprio per questo bellissima.

La massima del calendario

Oggi sul calendario ho trovato questa massima 

“Invece di maledire il buio, è meglio accendere una candela.”

È un proverbio antico, attribuito spesso alla saggezza orientale.
E in fondo dice una cosa semplice perché anche una piccola luce serve più di mille lamentele.

“Lux Lucis” è già luce nel nome, ma anche nello spirito di cercare piccole fiammelle di curiosità, memoria, storie gentili, invece di fermarsi al buio delle notizie pesanti. Anche una piccola luce può cambiare l’atmosfera di una stanza… e forse anche di una giornata.


Il Quaderno Rosa

Puntata 3 — 21 maggio 2026 Arturo, Biagio, Carlo, M…

Quella notte Mariarosa dormì pochissimo.

Ogni tanto il vento faceva sbattere qualcosa sul terrazzo e lei sobbalzava nel letto come una bambina.

Alle cinque del mattino si arrese al sonno perduto e preparò il caffè.

Il quaderno era ancora lì.

Aperto.

Come se qualcuno lo avesse sfogliato durante la notte.

Mariarosa rimase ferma a guardarlo.
Era sicura di averlo chiuso.

Con mani lente voltò pagina.

C’erano nomi.

Arturo.
Biagio
Carlo 

E accanto a ciascuno una data.

Ma l’ultima riga era diversa.

Il quarto nome era stato cancellato violentemente con l’inchiostro.

Si leggeva appena una lettera:

“M…”

Mariarosa sentì il cuore accelerare.

Lei si chiamava Mariarosa.

No. Impossibile.

Nel margine della pagina compariva anche una frase scritta in fretta:

“Non fidarti dell’uomo vestito di chiaro.”

Fu allora che qualcuno bussò alla porta.

Tre colpi secchi.

Mariarosa guardò l’orologio.
Erano le sei e dieci.

Chi poteva essere a quell’ora?

Aprì piano.

Sul pianerottolo non c’era nessuno.

Solo una scatola di latta arrugginita.

E dentro, avvolta in un fazzoletto ricamato, una chiave antica.

LuxLucis


LuxLucis

pensionata, con il pallino informatico, tecnologico, iPaddistico ...

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