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20 luglio giornata della Luna

20 luglio il giorno della Luna visto da Beppe e Toni

20 luglio – Una piccola impronta sulla Luna, una grande impronta nella storia

La notte era passata, Beppe e Toni avevano ancora negli aghi l’immagine di Roma avvolta dalle fiamme, ma questa volta la notte era silenziosa nella Repubblica dei Due Pini.u
Beppe e Toni guardavano il cielo.
«Oggi tutti parlano della Luna» disse Toni.
«Già. Il 20 luglio 1969 l’uomo ci mise piede per la prima volta» rispose Beppe.

E così, mentre tutto il mondo ricorda quel giorno del 1969 in cui l’uomo posò per la prima volta il piede sulla Luna, Beppe e Toni ricevono una missione speciale da Sant’Antonio.

Non devono andare nello spazio, dovevano fare un viaggio nel tempo.

La loro “navicella” è la fantasia.
Il loro carburante è la curiosità.
Il loro punto di atterraggio non è un pianeta lontano, ma una terra antica: le sorgenti dove, molti secoli dopo, nasceranno le Terme Romane.

«Ma come possiamo viaggiare nel tempo?» chiede Toni.

Dal mosaico di Sant’Antonio arrivò un voce roca e dorata «Non esistono soltanto le impronte lasciate sulla Luna. Esistono anche quelle lasciate sulla Terra.»

Sant’Antonio sorride. «Gli astronauti usano razzi per attraversare lo spazio. Gli archeologi usano pazienza e attenzione per attraversare i secoli.»

I due pini si guardarono incuriositi. «Quali impronte?»

«Quelle degli uomini che hanno vissuto qui molto prima di voi.»

Il mosaico comincia a brillare.

In quel momento apparve una grande mappa del territorio.

C’erano il castelliere di Monte Falcone, le antiche sorgenti d’acqua calda, le Terme Romane e le strade percorse da mercanti, soldati e viaggiatori.

«Gli astronauti hanno esplorato un mondo lontano» spiegò Sant’Antonio. «Gli archeologi esplorano mondi nascosti sotto i nostri piedi.»

Beppe osservò la mappa.

«Quindi anche qui ci sono tracce da scoprire?»

«Moltissime. Ogni pietra, ogni moneta, ogni frammento racconta una storia. E senza memoria non sappiamo chi siamo.»

Toni alzò i rami verso la Luna.

«Allora gli astronauti guardano avanti e gli archeologi guardano indietro.»

«Esatto» sorrise Sant’Antonio. «Ma entrambi fanno la stessa cosa: cercano di conoscere meglio il nostro viaggio.»

La Luna brillava alta nel cielo.

Sant’Antonio indicò la mappa.

«Sapete qual è la differenza tra un’impronta sulla Luna e una lasciata qui?»

«No» risposero in coro Beppe e Toni.

«Quasi nessuna. Entrambe raccontano che qualcuno è passato di lì. Sulla Luna gli astronauti hanno lasciato il segno del loro arrivo. Qui sulla Terra gli antichi hanno lasciato sentieri, mura, oggetti e perfino sorgenti utilizzate per secoli. Le impronte cambiano forma, ma continuano a raccontare la stessa storia.»

I due pini rimasero in silenzio.

Per la prima volta capirono che la storia non è fatta soltanto di grandi eventi, ma di piccole tracce che riescono a sopravvivere al tempo.

La Repubblica dei Due Pini parte per una nuova missione.

Non verso la Luna…ma verso il passato.

Perché l’impronta lasciata sulla Luna nel 1969 racconta ciò che l’uomo può raggiungere.

Le impronte nascoste sotto la terra raccontano invece da dove veniamo.

E per capire davvero il futuro, bisogna conoscere entrambe.

Quel 20 luglio della Repubblica dei Due Pini Beppe e Toni misero gli aghi nella storia.

Accanto a loro c’era anche Briciola.

Indossava un piccolo elmetto da archeologa e teneva stretta una minuscola Towel, la  cazzuola da archeo..

Era stata nominata Capocantiere della Missione Archeologica della Repubblica dei Due Pini.

Guardò la mappa, annusò l’aria e scodinzolò soddisfatta.

«Bene» sembrava dire. «Domani si scava!»

La Luna brillava sopra di loro.

Il passato li stava aspettando.

Perché ogni viaggio, nello spazio o nel tempo, nasce sempre dalla stessa cosa: la curiosità.

Stemma Repubbodei Due Pini
Stemma Repubbodei Due Pini

LuxLucis

pensionata, con il pallino informatico, tecnologico, iPaddistico ...

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