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13 luglio Giornata Mondiale delle Patatine fritte e dello Statuto

Beppe, Toni e la grande storia della patatina fritta

Beppe scoprì la notizia di prima mattina e quasi non riusciva a stare fermo.

«Toni, hai sentito? Oggi, 13 luglio, si celebra la Giornata Mondiale delle Patatine Fritte! Il mondo intero festeggia una patatina!»

Toni rimase pensieroso.

«Una patata? Proprio lei non ci posso credere? Un umile tubero nascosto sotto terra?»

Dal piccolo mosaico arrivò allora un lieve sussurro.

«Anche ciò che sembra piccolo può diventare importante. Basta avere una bella storia da raccontare.»

E quella della patatina fritta è davvero una storia curiosa.

La patata arrivò in Europa dal Sud America nel XVI secolo grazie agli spagnoli. Per molto tempo, però, fu guardata con sospetto: alcuni la consideravano un alimento povero, altri addirittura poco salutare.

Ma quando nacque la patatina fritta?

Qui inizia una simpatica disputa che dura ancora oggi.

Il Belgio rivendica la paternità delle celebri “frites”. Secondo una tradizione locale, nella valle della Mosa, tra Namur e Dinant, gli abitanti erano soliti friggere piccoli pesci di fiume. Durante gli inverni più rigidi, quando il ghiaccio impediva la pesca, avrebbero sostituito i pesci con bastoncini di patata fritta.

La Francia, però, racconta una storia diversa. I francesi sostengono che le prime patate tagliate a bastoncino e fritte siano nate a Parigi, lungo il Pont Neuf, alla fine del Settecento, vendute dai frituristi ai passanti.

E così nacque una rivalità ancora oggi irrisolta: La patatina fritta è belga o francese?

Probabilmente la verità è più semplice. La frittura delle patate si sviluppò gradualmente in diverse regioni d’Europa, man mano che questo tubero diventava sempre più diffuso.

Poi arrivarono gli Stati Uniti, dove la patatina fritta conquistò milioni di persone fino a diventare uno dei cibi più popolari del Paese. Secondo la tradizione, anche Thomas Jefferson contribuì a far conoscere le patate preparate «alla maniera francese» dopo averle apprezzate durante il suo soggiorno in Francia.

Persino il nome crea confusione. Le famose French fries non significano necessariamente «patatine inventate dai francesi» e hanno alimentato per secoli discussioni e curiosità.

Beppe sorrise.«Chi avrebbe mai detto che una semplice patata potesse avere una storia così complicata?»

«Forse», rispose Toni, «è proprio questo il bello delle cose semplici: nascondono sempre qualche sorpresa.»

E il mosaico sembrò brillare per un istante, come se fosse d’accordo.

Mi piace molto l’idea. Lo renderei solo un po’ più scorrevole e solenne, come l’atto di nascita della Repubblica:

La sera, dopo le nuove scoperte e con nell’aria ancora il profumo delle patatine fritte della giornata mondiale del 13 luglio, i due pini compresero che anche una giovane Repubblica aveva bisogno di regole, valori condivisi e di uno Statuto.

Ricordando i Principi Fondamentali dettati da Sant’Antonio – la Memoria, la Conoscenza, la Natura, la Parola, l’Amicizia, le Cose Semplici e la Speranza – Beppe e Toni si misero al lavoro.

Alla luce delle stelle, tra il fruscio dei rami e qualche ripensamento dell’ultimo momento, scrissero il primo Statuto della Repubblica dei Due Pini e, con il dovuto rispetto, lo sottoposero all’approvazione di Sant’Antonio, fondatore e guida spirituale della giovane Repubblica.

Sant’Antonio lo lesse con attenzione, annuì soddisfatto e lo approvò senza modifiche.

E, si racconta, che quella notte neppure il Diavolo Zoppo ebbe nulla da obiettare.

Statuto
Statuto

STATUTO DELLA REPUBBLICA DEI DUE PINI 

Articolo 1 – Della Memoria

La memoria è la nostra radice. La Repubblica dei Due Pini custodisce i ricordi, le storie e le testimonianze del passato, perché senza memoria non può crescere alcun futuro.

Articolo 2 – Della Conoscenza

La conoscenza è la nostra strada. Ogni cittadino è incoraggiato a imparare, osservare, scoprire e condividere ciò che sa, affinché il cammino comune sia sempre illuminato dalla curiosità.

Articolo 3 – Della Natura

La natura è la nostra casa. Alberi, fiori, animali, acqua, terra e cielo costituiscono il patrimonio più prezioso della Repubblica e meritano rispetto e protezione.

Articolo 4 – Della Parola

La parola unisce e non divide. Il dialogo, l’ascolto e il rispetto reciproco sono strumenti essenziali per la vita della comunità e per la soluzione di ogni controversia.

Articolo 5 – Dell’Amicizia

L’amicizia è il nostro governo. Essa guida le relazioni tra i cittadini e ispira ogni decisione presa per il bene comune.

Articolo 6 – Delle Cose Semplici

Le cose semplici hanno un valore immenso. La Repubblica riconosce la dignità dei piccoli gesti, delle attenzioni quotidiane e delle gioie sincere.

Articolo 7 – Della Speranza

La speranza non si abbatte mai. Anche nelle difficoltà, la Repubblica dei Due Pini invita i suoi cittadini a guardare avanti con fiducia e coraggio.

La missione della Repubblica dei Due Pini è custodire il passato per illuminare il future.

Firmato

Sant’Antonio, Presidente Onorario

Beppe e Toni, fondatori

Stemma Repubbodei Due Pini
Stemma Repubbodei Due Pini

LuxLucis

pensionata, con il pallino informatico, tecnologico, iPaddistico ...

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