10 agosto … anni fa – Stelle Cadenti – Lacrime di San Lorenzo

10 agosto … anni fa – Stelle Cadenti – Lacrime di San Lorenzo

10 agosto Per tradizione è indicata come la NOTTE DELLE STELLE CADENTI, in questi giorni possiamo osservare lo sciame meteorico, in particolare quello delle Perseidi, originato dai frammenti lasciati dalla cometa Swift-Tuttle che, ogni anno con regolarità, ci regala lo spettacolo delle “Lacrime di San Lorenzo”.

Quest’anno in particolare, le stelle cadenti saranno decisamente numerose. L’esperto della Nasa Bill Cooke ha spiegato a Space.com che «quest’anno ci si aspetta un numero variabile tra le 150 e le 200 meteore all’ora, invece delle consuete 80».

 Quest’anno le meteore appartenenti allo sciame delle Perseidi saranno visibili “al massimo della loro attività” nella notte tra l’11 e il 12, ma anche le notti tra il 10 e il 15 potranno essere adatte per una buona visione, nuvole permettendo.  La loro osservazione sarà solo marginalmente disturbata dalla Luna, che in quei giorni apparirà solo per qualche ora dopo il tramonto! tempo permettendo.

Il bel tempo è, naturalmente, una condizione essenziale: con il cielo sgombro da nubi basta trovare un luogo non molto illuminato dalle luci urbane. Dobbiamo puntare lo sguardo verso nord-est. Lo sciame infatti si irradia apparentemente dalla costellazione di Perseo (dalla quale prende il nome), sopra Auriga, visibile dalle 23 e per tutta la notte.

Le ore migliori per seguire il fenomeno sono quelle più tarde della notte, sempre osservando a nord est del cielo, in direzione della costellazione di Perseo.

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10 agosto 218 – viene martirizzato San Lorenzo nato in Spagna a Osca, alle falde dei Pirenei.

San Lorenzo Ancora giovane, fu inviato a Saragozza per completare gli studi umanistici e teologici; fu qui che conobbe il futuro papa Sisto II. Questi insegnava in quello che era, all’epoca, uno dei più noti centri di studi della città e, tra quei maestri, il futuro papa era uno dei più conosciuti ed apprezzati. Tra maestro e allievo iniziò un’amicizia e una stima reciproche. Entrambi, seguendo un flusso migratorio allora molto vivace, lasciarono la Spagna per trasferirsi a Roma.

Quando il 30 agosto 257 Sisto fu eletto vescovo di Roma, affidò a Lorenzo il compito di arcidiacono, cioè di responsabile delle attività caritative nella diocesi di Roma, di cui beneficiavano 1500 persone fra poveri e vedove.

Nel 258 però, Valeriano ordina la messa a morte di vescovi e preti è decapita numerosi vescovi ed il Papà Sisto II.

Nella persecuzione sembra non mancare un intento di confisca; e il prefetto deve essersi convinto che la Chiesa del tempo possieda chissà quali ricchezze. Lorenzo, comunque, chiede solo un po’ di tempo. Si affretta poi a distribuire ai poveri le offerte di cui è amministratore. Infine compare davanti al prefetto e gli mostra la turba dei malati, storpi ed emarginati che lo accompagna, dicendo: “Ecco, i tesori della Chiesa sono questi”.

Allora viene messo a morte e  un’antica “passione”, raccolta da sant’Ambrogio, precisa: “Bruciato sopra una graticola”: un supplizio che ispirerà opere d’arte, testi di pietà e detti popolari per secoli. Ma gli studi successivi dichiarano leggendaria questa tradizione. Valeriano non ordinò torture, probabilmente  San Lorenzo venne decapitato come Sisto II.

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10 agosto 1867 – Il padre di Giovanni Pascoli, Ruggero, fu ucciso mentre X AGOSTOtornava a casa dal Mercato. Una fucilata lo freddÒ sul suo ‘biroccio’ trainato dalla cavallina. Al mercato aveva acquistato due bambole per regalarle alle sue figlie. Il drammatico episodio ispiró al poeta la poesia 10 agosto. 

Le ragioni del delitto, forse di natura politica o forse dovute a contrasti di lavoro, non furono mai chiarite e i responsabili rimasero per sempre oscuri, nonostante tre processi celebrati e nonostante la famiglia avesse forti sospetti sull’identità dell’assassino, come traspare evidentemente nella poesia La cavalla storna. Il probabile mandante fu infatti il malavitoso Pietro Cacciaguerra (al quale Pascoli fa riferimento, senza nominarlo, nella lirica Tra San Mauro e Savignano), possidente ed esperto fattore da bestiame, che divenne successivamente agente per conto del principe, coadiuvando l’amministratore Achille Petri, quest’ultimo subentrato a Ruggero Pascoli poco dopo il delitto.

10 AGOSTO (Pascoli)

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.
Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de’ suoi rondinini.
Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.
Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse
: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono…
Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano. 

E tu, Cielo, dall’alto dei mondi

sereni, infinito, immortale,

oh!, d’un pianto di stelle lo innondi
quest’atomo opaco del Male!

 

LuxLucis

pensionata, con il pallino informatico, tecnologico, iPaddistico ...

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