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18 luglio Beppe Toni e Lux

18 luglio – Quando l’acqua divenne un tesoro e iniziò a raccontare la storia

Beppe e Toni avevano ormai capito una cosa importante: ogni luogo ha una voce.
A volte parla attraverso un mosaico, a volte attraverso un albero antico, a volte attraverso una semplice goccia d’acqua.

La notte era passata tranquilla nella Repubblica dei Due Pini.
Dopo l’incontro con il saettone e dopo aver scoperto che anche un piccolo simbolo può custodire grandi significati, i due pini aspettavano una nuova missione.

Fu allora che il mosaico di Sant’Antonio Abate tornò a parlare.

«Avete imparato che la memoria è la radice di ogni storia… ora dovete andare ancora più indietro.»

«Indietro dove?» chiese Toni.

«Nel tempo» rispose il mosaico.

Davanti ai due pini comparve una strada invisibile, fatta non di pietre, ma di immagini e ricordi.
Prima apparvero uomini molto antichi
Non avevano grandi città né strade costruite dall’uomo. Osservavano le colline, cercavano luoghi sicuri e imparavano ad ascoltare la natura.

Sulla cima di Monte Falcone trovarono il posto ideale.
Un’altura da cui guardare lontano, un luogo da difendere e dove costruire il loro castelliere.

Ma il vero tesoro non era sulla cima della collina.
Era nascosto più in basso.
Era l’acqua.
Una sorgente speciale che usciva dalla terra e sembrava custodire un segreto.

«Perché gli uomini tornano sempre vicino a quest’acqua?» chiese Beppe.

Il mosaico sorrise.
«Perché alcune sorgenti non servono soltanto a dissetarsi. Alcune raccontano la storia di chi è passato prima di noi.»

Seguendo la loro missione, Beppe e Toni arrivarono ai piedi della collina che gli abitanti del passato chiamavano Collina del Diavolo Zoppo.

«Un nome davvero strano» disse Toni.

«E perché mai una collina dovrebbe chiamarsi così?» chiese Beppe.

«E perché proprio un diavolo?» aggiunse spalancando gli aghi.

Il mosaico rimase in silenzio per qualche istante.
Poi il vento spostò le foglie e mostrò un’apertura nascosta tra le rocce.
Una grotta.

«Lì dentro?» sussurrò Beppe.

«Sì» rispose il mosaico. «La memoria spesso si nasconde nei luoghi che fanno più paura.»
Le antiche leggende raccontavano che proprio in quella grotta vivesse il misterioso Diavolo zoppo.
«Forse era soltanto un modo per spiegare ciò che sembrava incomprensibile» disse Toni.
Gli uomini del passato, quando non conoscevano una risposta, inventavano racconti.

Un rumore proveniente dal sottosuolo.
Un vapore che saliva dalle rocce.
Un’acqua tiepida che sgorgava dalla terra.
Pietre antiche nascoste dalla vegetazione.

«Sai cosa penso?» disse Beppe.

«Cosa?»

«Che forse quel diavolo non era cattivo. Forse custodiva un segreto.»

«Quale segreto?»

«Quello che dormiva sotto la collina. Un segreto più antico dei Romani.»

I due pini guardarono l’acqua scorrere lentamente tra le pietre.
Non c’erano ancora grandi edifici.
Non c’erano ancora mosaici.
Non c’erano ancora terme.

Eppure quel luogo aveva già scelto il proprio destino.

L’acqua continuava a sgorgare silenziosa, aspettando qualcuno capace di comprenderne il valore.
Qualcuno che sarebbe arrivato molti secoli dopo.
Qualcuno che avrebbe trasformato quella sorgente in uno dei luoghi più importanti della zona.

«Chi?» domandarono insieme Beppe e Toni.

Il vento attraversò la collina del Diavolo zoppo.

Per un attimo sembrò pronunciare una sola parola:

Romani.

Ma il sussurro fu così leggero che nessuno riuscì a esserne davvero sicuro.

La risposta completa sarebbe arrivata soltanto nella prossima missione.

Continua… ma se avete perso qualche puntata ecco il riepilogo

Però la storia inizia il 9 luglio
E poi prosegue il 10 luglio …
e andando avanti ancora 11 luglio
Per i più curiosi arriviamo al 12 luglio
cosa succederà poi ol 13 luglio
Beppe e Toni sono ormai partita il 14 luglio
sempre piu curiosi il 15 luglio
grande avventura il 16 luglio
le scoperte del 17 luglio


e

LuxLucis

pensionata, con il pallino informatico, tecnologico, iPaddistico ...

Questo articolo ha un commento

  1. Licia

    potresti stampare un libro x bambini. le tue storie sono romantiche e io aspetto la prossima.

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